Quelli che vedono Berlusconi dietro il Molleggiato

Caro Granzotto, so che lei ha un debole per Castagnetti e spesso cita le sue uscite che hanno del meraviglioso.
Lo sa che ha detto dell’ignobile show di Celentano? Che la colpa è di Berlusconi! Infatti è il Cavaliere che con diabolica astuzia ha predisposto un attacco a se stesso e alla sua coalizione per potere fare la par condicio!
Che ne dice della mente labirintica della nostra opposizione? Ha altri esempi da regalarci?

Questo ha di bello il nostro incomparabile Castagnetti Pierluigi, gentile lettrice: non ci delude mai. Quando ti aspetti che ne spari una, lui la spara. Ora, poi, ha acquisito un altro merito, l’aver resuscitato la dietrologia, la pratica consistente nella ricerca esasperata dei fatti occulti che sarebbero dietro un certo fatto o di quanto si nasconderebbe dietro le azioni e le parole altrui. Di gran voga negli anni Novanta, la dietrologia era sparita dalla circolazione, sepolta chissà dove. Armato di vanga e zappa il Nostro l’ha riesumata rimettendola in circolazione. Non è che ne sentivamo la mancanza, ma lei lo sa come è fatto Castagnetti, gentile lettrice: non guarda in faccia a nessuno. «Non mi piace far la parte dell’“io l’avevo detto”», ha confessato a Bruno Miserendino dell’Unità, «ma dopo quella trasmissione di Celentano mi sono preoccupato subito». Preoccupato, in pratica, della “trappola” celentanesca: attaccare a testa bassa il Cavaliere in pieno accordo col suddetto, roba da far impallidire il Magnifico Inganno ordito da Cesare Borgia (con la par condicio, Prodi, la sinistra tutta nei miserandi panni di Vitellozzo Vitelli, Oliverotto da Fermo e Francesco Orsini). Ora ci aspettiamo da Castagnetti altre rivelazioni, ad esempio che l’accanimento (accanimento non si può dire, pena querela. Mi rimangio dunque la parola) che la pertinacia della magistratura nei confronti di Berlusconi, che le 110mila e 867 perquisizioni, gli innumeri avvisi di garanzia siano tutta una manfrina. Frutto di un accordo fra il Cav. e il Pool per accreditare l’immagine di un Cav. perseguitato da un Pool. Mentre come Castagnetti sospetta da tempo, essi vanno d’amore e d’accordo. Ci aspettiamo che Pierluigi io-l’avevo-detto sveli che non è la Juve a esser forte, è il Milan che volontariamente batte la fiacca (disposizioni di Galliani su ordine proveniente da Arcore) onde poter denunciare, fatti alla mano, lo strapotere di Moggi. E che nel ’98 Berlusconi perdette le elezioni di proposito (una fatica immane) solo per togliersi lo sfizio di affermare che il governo Prodi faceva schifo.
Ho voluto fare solo qualche semplice e banale esempio, gentile lettrice, ma la fantasia d’un Castagnetti nei panni del dietrologo potrebbe rivelarsi, e si rivelerà, inesauribile. Per cui si metta comoda, ne sentirà delle belle. Resta da chiarire un dubbio. Se il Castagna ha, come egli giura, colto nel segno e cioè che Celentano s’è limitato a fare il gioco di Berlusconi, come potremmo definire la sinistra, la nomenklatura di sinistra, il popolo della sinistra, gli intellettuali di sinistra, la sinistra società civile e ci aggiungo per far buon peso Enzo Biagi, che il Celentano l’hanno incensato proclamandolo paladino delle libertà, vendicatore delle nequizie, sdoganatore dei proscritti, profeta del sol dell’avvenir? E come la mettiamo con Santoro voglio-il-mio-microfono? Della combutta anche lui o il Cav. e il Molleggiato l’hanno fatto fesso?
Paolo Granzotto

Ps: Giovanni Serpieri e Andrea Brigantini mi segnalano un’altra perla relativa al dilagante ermafroditismo linguistico, udita nel corso di un telegiornale: «L’armistizio firmato con gli americani a Chéssibol». Ossia a Cassibile. Mi appello a voi lettori: se vi capita di cogliere sgangheratezze del genere trasmettetemele, e ne darò conto.