Quelli che... voteranno contro Prodi in parlamento

I parlamentari del centrosinistra delusi dal presidente del consiglio. Le ragioni politiche e personali di <strong><a href="/a.pic1?ID=231491" target="_blank">Willer Bordon</a></strong>, <strong><a href="/a.pic1?ID=231489" target="_blank"><font color="#ff6600">Mauro Bulgarelli</font></a></strong>, <strong><a href="/a.pic1?ID=231490" target="_blank">Francesco Caruso</a></strong>, <strong><a href="/a.pic1?ID=231493" target="_blank"><font color="#ff6600">Franco Turigliatto</font></a></strong>, <strong><a href="/a.pic1?ID=231496" target="_blank">Fernando Rossi</a></strong> e <strong><a href="/a.pic1?ID=231495" target="_blank"><font color="#ff6600">Salvatore Cannavò</font></a></strong>

Chiamateli «malpancisti», «orabastisti», chiamateli come vi pare. Sta di fatto che - fra le altre cose - la fibrillazione del governo,il logoramento della maggioranza e le fiducie a raffica, hanno prodotto anche questo, nuove categorie di umani: quelli che soffrono, quelli che contrattano, e quelli che alla fine non ce la fanno più. Ieri, una di queste parlamentari «a rischio» Franca Rame, ha ribadito a La Stampa che lei non ce la fa più, si dimette. E anche Willer Bordon lo ripete da tempo: stavolta se ne va davvero. Nel Paese de La Casta, l’ultimo paradosso è questo: i parlamentari che si autodistruggono, come gli androidi di Blade Runner, perché - per motivi diversi - non ce la fanno più a dire sì al loro governo. Sono deboli, forse? Gente che sbaglia? Calcolatori? Chissà. La cosa che ti colpisce, se ne intervisti sei in un giorno, è quello che li accomuna tutti: l’amarezza di una delusione profonda.