Quelli che...RITORNANO

L’americano tornerà a correre con l’Astana. Poi si darà alla politica. Contador: «Gli aprirò la porta». Critici Saronni e Ballerini

«È come cenere che emana calore: sembra spenta, ma basta un piccolo soffio e torna ad ardere più di prima». Ivan Basso usa questa similitudine per commentare la clamorosa notizia del ritorno alle corse di Lance Armstrong, il texano vincitore di sette Tour consecutivi, da tre anni fuori dalle corse, ma mai veramente fuori dal mondo dello sport.
Armstrong torna per combattere la sua battaglia contro il cancro, per dare l’assalto al suo ottavo Tour, e Ivan Basso, che con il texano ha duellato a grandissimi livelli in almeno due edizioni della Grande Boucle, è fermamente convinto che Armstrong tornerà da campione. «Non ho dubbi: se ha deciso di rientrare, Lance non lo farà da comparsa. Il mio desiderio? Poterlo sfidare al Tour. Sarebbe bello, suggestivo. Non so quando questo potrà avvenire, spero molto presto», dice il varesino squalificato per la vicenda Puerto e pronto a tornare alle gare il prossimo 23 ottobre.
Il mondo dello sport e del ciclismo in particolare si interroga: perché Armstrong torna? Perché rimettersi in gioco, lui che ha già vinto tanto? Perchè riaffacciarsi in un ambiente che sta stringendo sempre di più le maglie del doping, lui che era uscito di scena appena in tempo sul gradino più alto del podio di Parigi, e con non pochi spettri e ombre sulla persona? «Difatti per me ha tutto da perdere», dice Beppe Saronni, grande campione e oggi team manager di Cunego.
È pronto ad accoglierlo a braccia aperte invece il Tour de France. Christian Prudhomme, il direttore della Grande Boucle: «Per Armstrong non ci sarà nessuna eccezione riguardo all'antidoping e non scordiamo che i sospetti hanno accompagnato le sue vittorie dal 1999. La sua decisione di ritornare? È come una sfida. Ci sono stati pochi atleti che sono riusciti a ritornare come Michael Jordan. Avrà 37 anni tra una settimana, ma si può sempre dire che Raymond Poulidor arrivò 12° al Tour a 38 anni (nel 1974) e terzo all'età di 40».
Perplesso il selezionatore azzurro Franco Ballerini: «I ritorni non mi hanno mai convinto, in modo particolare i ritorni di uomini e sportivi vincenti come Lance».
Cinque schermate fitte fitte, una lunghissima intervista concessa a Douglas Brinkley, professore di storia all'Università del Texas che collabora con VanityFair.com: così Lance Armstrong ha confermato l’intenzione di tornare a correre, mentre l'annuncio ufficiale sarà dato il prossimo 24 settembre nel corso di una conferenza stampa che si terrà a New York.
«Torno per correre il Tour de France. E non parto per arrivare secondo. Perché lo faccio? Per i malati di cancro. Quest'anno 8 milioni di persone moriranno di cancro: è tempo di combatterlo a livello globale» ha detto il texano, ricordando la sua vittoria sulla malattia che lo aveva colpito nel 1996, quando i medici gli dissero che aveva solo il 50% di possibilità di farcela.
«Le mie condizioni di forma? Eccellenti. E non c'è scritto da nessuna parte che a 38 anni devi per forza andare più piano che a 32: guardate Dara Torres che a 41 anni ha vinto l'argento nei 50 stile libero» ha spiegato Lance che nelle scorse settimane ha chiesto di essere ammesso al programma di controlli antidoping a sorpresa della Wada (l’Agenzia mondiale dell’antidoping) e si è piazzato al secondo posto in una lunghissima maratona in mountain bike.
«Ho sempre scelto la strada della trasparenza e farò tutto quello che serve per provare la mia pulizia, a cominciare dall'assunzione di una troupe che seguirà ogni giorno questa avventura, test antidoping compresi».
Ma non c'è solo ciclismo nel futuro di un uomo che sembra aver bisogno di sfide continue: «Nel 2014 potrei candidarmi per diventare governatore del Texas» ha confessato infine Lance che è amico del presidente George W. Bush e ha già incontrato in diverse occasioni il candidato repubblicano alla Casa Bianca John McCain.
Il rientro di Armstrong dovrebbe avvenire in seno all’Astana di Alberto Contador, vincitore del Tour dello scorso anno, che fa sapere: «Se tornasse Lance non avrei nessun problema, anzi, sarei io ad aprirgli la porta...».