Quell'italiano coraggioso che abita a Francoforte

Guidato dal suo solido pragmatismo, Draghi ha portato il Consiglio dei 23 governatori a una mossa inattesa: il ribasso dei tassi d’interesse in un momento in cui l’inflazione europea è intorno al 3%

L’esordio di Mario Draghi alla guida della Bce è stato sorprendente. Chi immaginava un party di benvenuto piuttosto che una riunione di guerra ha dovuto rapidamente ricredersi. Guidato dal suo solido pragmatismo, Draghi ha portato il Consiglio dei 23 governatori (17 delle Banche centrali nazionali più i 6 componenti del board esecutivo) a una mossa inattesa: il ribasso dei tassi d’interesse in un momento in cui l’inflazione europea è intorno al 3%. Il neo-presidente ha voluto però lanciare un segnale forte: la «sua» Bce sarà meno convenzionale, e molto attenta all’economia reale, oltre che al mercato monetario. All’Eurotower ritengono che l’inflazione tornerà al 2% l’anno prossimo. Mentre il rallentamento dell’economia potrebbe portare una recessione, pur «tenue», a fine anno. La scelta di sostenere l’economia reale con un ribasso dei tassi è figlia di quest’analisi. L’annuncio della Bce ha un’importante valenza politica. Significa che i timori inflazionistici, spesso irrazionali, della Germania e di alcuni altri Paesi nordici, come l’Olanda, sono stati per una volta superati. Il ribasso dei tassi è stato deciso all’unanimità, ha sottolineato Draghi. E la composizione «mediterranea» del board esecutivo (due italiani, un portoghese, uno spagnolo e solo due nordici) non sembra aver influito più di tanto sulla decisione del Consiglio plenario. Nella sua bollente giornata d’esordio, il capo della Bce ha lanciato altri tre messaggi forti: nessuno può imporre alla banca di acquistare titoli pubblici di Paesi euro; far scendere gli spread è compito dei governi nazionali, che devono risanare i conti e fare le riforme; infine, l’uscita della Grecia dall’Eurozona non è previsto nei Trattati. Più chiaro di così. La mossa del neo presidente sarà analizzata al microscopio dagli esperti nei prossimi giorni. C’è già chi paragona Draghi ad Alan Greenspan (ma è un complimento?). Per il momento si può constatare che l’italiano più influente del mondo ha mostrato, in questa circostanza, di avere le cosiddette.