Quello che non sapete sul mercato dell’Inter

Il dt nerazzurro Marco Branca svela i retroscena della campagna acquisti più costosa del campionato: "La roma non ha mai chiesto Crespo, Obinna per ora resta. E Adriano..."

Appiano Gentile - L’sms di Crespo, il mancato arrivo di Lampard, l’ingaggio di Quaresma, la cessione di Pelè, il pasticcio Obinna, il contratto di Adriano: signor Branca, ma che mercato è stato?
«Un sms? Non scherziamo, non è vero che Crespo ha saputo attraverso un telefonino la sua esclusione dalla lista Champions. Hernan sa quanto la società lo stimi e da un mese era a conoscenza delle scelte tecniche di Mourinho. Il cellulare non c’entra, è ovvio che non sia contento ma sa che noi non lo abbiamo mai messo sul mercato. Per lui c’erano tante offerte, Palermo, Lazio, Sampdoria, tutte richieste ufficiali arrivate in sede, ma noi non lo abbiamo mai messo sul mercato, e questo lui lo sa».

Sapendo che restava fuori dalla lista Champions, perchè non ha scelto un’altra squadra?
«Evidentemente Hernan ha valutato le offerte che gli sono arrivate e non le ha ritenute in linea con quello che pensava».

E la Roma? Il ds Daniele Pradè lunedì sera ha negato che ci sia stato un contatto con l’Inter, tantomeno che la Roma abbia richiesto il giocatore...
«È assolutamente vero. Con la Roma non c’è mai stato alcun contatto per trattare Crespo».

Era una sua destinazione gradita, perché non avete aperto una trattativa?
«Perché la Roma non ce lo ha chiesto e noi non lo abbiamo offerto. Abbiamo solo valutato con lui le offerte che ci sono arrivate. Ma dovete credermi: la società è molto dispiaciuta di questa vicenda».

In quali rapporti siete ora con Valdanito?
«La nostra fiducia nei suoi confronti è massima. La sua esclusione dalla lista Champions è una scelta tecnica, così come sono state fatte valutazioni relative anche ad altri giocatori».

Ma Pelè non era ritenuto incedibile da Mourinho?
«Non è assolutamente vero. Pelè è entrato subito nella trattativa Quaresma perchè il Porto aveva fatto una richiesta esagerata e noi volevamo esaudire i desideri di Mourinho. Pelè è stata subito una contropartita tecnica per ridurre il costo, all’inizio quelli del Porto volevano 40 milioni».

È stata l’operazione più complessa?
«Ritengo proprio di sì, se pensate che abbiamo chiuso a 18 più il cartellino di Pelè. In tre mesi abbiamo limato parecchio. È stato difficile ma ora è finita e devo dire che per noi è stato un successo, siamo contenti, Mourinho voleva Mancini e Quaresma e sono arrivati, è stato lui a farci capire che Lampard non era più raggiungibile, ci ha chiesto Muntari e glielo abbiamo portato».

Con Obinna cosa è accaduto esattamente?
«Quando è tornato dalle Olimpiadi ci siamo incontrati, lui ha firmato un triennale con noi e poi abbiamo deciso di girarlo in prestito all’Everton. Lui aveva capito che il nostro intento era quello di consentirgli di giocare. Poi è successo che le autorità inglesi non gli hanno riconosciuto le sue presenze nella nazionale olimpica, per gli extracomunitari è necessario che abbiano giocato almeno il 75 per cento delle gare della loro nazionale A, quindi non gli è stato concesso il permesso di lavoro. E questo è molto strano per il capitano di una nazionale che ha giocato una finale olimpica ed è tornata con una medaglia d’argento».

Come finirà?
«Intanto è con noi. Poi ci auguriamo che ci sia una soluzione a questa vicenda. I più dispiaciuti sono i dirigenti dell’Everton che non hanno avuto un buonissimo avvio di campionato e contavano molto sull’apporto di Victor. Si sono appellati a una seconda commissione ma anche questa ha respinto il ricorso».

E adesso prima di andare in ferie come vi ha suggerito Mourinho vi resta solo un’ultimo sforzo.
«Quale?»

Il rinnovo del contratto di Adriano...
«No. Non fa parte della nostra politica. Le cose con calma e al tempo giusto. Adriano non va in scadenza di contratto, non c’è fretta e lui lo sa. Ne parleremo quando sarà il momento».