«Quello che è successo dà disgusto È in gioco la libertà di espressione»

«In questi anni le parole e le scelte di Ratzinger sono state sistematicamente manipolate. Per questo oggi bisogna essere ancor più vicino al Papa, una personalità altissima per tutti». Francesco Renga parla con calma ma è durissimo nel definire «poveracci» i 67 professori che hanno bandito Benedetto XVI: «Alla Sapienza avrebbero lasciato parlare persino un criminale. Quanto accaduto è disgustoso».
Allora oggi sarà in Piazza San Pietro?
«Faccio di tutto per esserci, anche se ho impegni di lavoro. Ma spiritualmente sarò comunque lì. Io sono praticante però oggi c’è in gioco la libertà di espressione, che è una battaglia anche laica. E la laicità appartiene a tutti, anche ai cattolici. È una questione di civiltà».
I professori hanno persino equivocato le parole del Papa su Galileo.
«Non è la prima volta che il pensiero di Benedetto XVI viene completamente modificato. Una sera mi è capitato di ascoltare per intero in tv il suo discorso in uno stadio brasiliano. Il giorno dopo molti quotidiani lo avevano stravolto scrivendo quello che gli faceva comodo. Incredibile. C’è un pericolo vero, e l’arroganza di certi professori della Sapienza ne è un’altra prova».
Eppure loro si credono difensori del pensiero libero.
«Poi però li senti parlare e si esprimono in un italiano a dir poco scalcinato. È lo stato della nostra università».
Ed è anche l’immagine che diamo all’estero.
«Ma da quando abbiamo una sala di Montecitorio intitolata a Carlo Giuliani, ho capito che ormai in Italia vale tutto. E c’è da preoccuparsene».