Quello scherzo di una notte diventato disastro

Doveva essere una goliardata, si trasformò in vandalismo

Era nata come una goliardata, con l’obiettivo di scampare il temuto compito in classe di greco. Ma si è trasformata in un atto di vandalismo che ha provocato danni per circa 220 mila euro e che è costato caro ai protagonisti.
È la notte tra il 16 e il 17 ottobre del 2004 quando cinque studenti del liceo classico Parini di Milano (tre ragazze e due ragazzi) decidono di aprire i rubinetti dei bagni dell’istituto, con la speranza di creare qualche disagio e ritardare l’ingresso a scuola del giorno dopo. Poca la voglia di affrontare la prova scritta di greco, troppa la paura di ritrovarsi a dover recuperare un pessimo voto. Ma la goliardata assume subito i contorni dell’incidente, ben più grave di quanto gli allievi avevano probabilmente previsto. Il complesso scolastico di via Goito, dove si trovano il liceo Parini, il Tenca e il Severi, viene completamente allagato e il Parini dichiarato inagibile dai tecnici dell’Asl. Lezioni sospese per nove giorni. E danni enormi per la scuola, dei quali si dichiarano colpevoli quattro giorni dopo solo quattro dei cinque ragazzi coinvolti, indirizzando una lettera di scuse al preside Carlo Pedretti. Il quinto giovane si dichiara «ingiustamente accusato», ma anche per lui scattano i provvedimenti disciplinari: 15 giorni di sospensione, il massimo di pena previsto dallo statuto degli studenti. E poi ancora il reato: l’accusa di danneggiamento aggravato e interruzione di pubblico servizio. Il Tribunale dei minori dispone un periodo di prova di un anno a disposizione dei servizi sociali, assistenza agli anziani in ospedale e da novembre scorso il riordino della biblioteca scolastica. Un iter giudiziario che è andato avanti di pari passo con quello umano dei cinque ragazzi. E che si è chiuso ieri con la decisione del giudice minorile Anna Poli: pena espiata e reato estinto. L’incubo sembra archiviato.