Quello specchio snellisce troppo Processo all’azienda

Specchio, specchio delle mie brame, chi sarà la più longilinea del reame? A questa domanda, le clienti della Marks and Spencer, uno dei più noti e popolari grandi magazzini britannici, sembrano ricevere troppo spesso la risposta che molte donne vorrebbero ottenere. Molte, ma non tutte. Perché qualche giorno fa ad aggirarsi per uno degli store della catena sparsi per il Regno Unito c'erano la figlia e la moglie di un europarlamentare britannico. Le due non hanno gradito l'immagine riflessa: troppo snelle in quello specchio. E hanno sollecitato il padre e marito a denunciare un inghippo: gli specchi dei negozi del grande marchio inglese distorcono l'immagine delle clienti, dimagrendole, e forse non si tratta di un caso. Così Robert Kilroy-Silk, ex presentatore di successo poi buttatosi in politica con i laburisti prima, l'Uk Indipendent Party dopo, e oggi a Strasburgo come «indipendente», ha deciso di armarsi di penna e di denunciare la cosa al Parlamento europeo. Kilroy chiede se tra le varie direttive e i regolamenti «che coprono ormai ogni aspetto della vita nell'Unione europea» non sia il caso di vietare questi specchi deformanti, ancor prima che alla fine dell'anno entri in vigore la nuova normativa europea a tutela dei consumatori.
Immediata la risposta del commissario per i consumatori, Meglena Kuneva: il caso «potrebbe rientrare fra quelli che violano la direttiva sulle pratiche commerciali sleali».
Intanto dalla Marks & Spencer, che rischia di avere un pessimo ritorno di immagine da questa vicenda - accusata di solleticare i desideri delle sue clienti con l'inganno - è arrivata puntuale e secca replica: «I nostri sono specchi standard e quelle del signor Kilroy-Silk sono stupidaggini (...). Gli suggeriamo di occuparsi di questioni più edificanti». Chissà però che la vicenda non possa attrarre nei grandi magazzini inglesi quella clientela, specie femminile, che cerca di evitare a tutti i costi il traumatico impatto con la prova camerino.