La Quercia a testa bassa contro i vescovi

Grillini: «Usano la Costituzione come una clava». Bondi: no al dirigismo sui temi etici

da Roma

Niente «dirigismo» del governo sui temi etici, che vanno «lasciati al libero dispiegarsi del dibattito parlamentare, nel segno della libertà di coscienza». Lo chiede, rivolgendosi a Prodi e al suo «malgoverno» per ammonirlo a non metterci lo «zampino», il portavoce di Forza Italia Sandro Bondi. E la ragione è facilmente intuibile: i temi «etici» (Bondi ne fa un elenco: «l’eutanasia, il destino degli embrioni, il futuro della famiglia») sono uno dei capitoli su cui per l’Unione è difficilissimo trovare l’accordo interno, e su cui anche per Prodi sarebbe complicato porre un vincolo di coalizione.
Dunque la richiesta di «libertà di coscienza» (già per altro annunciata da Berlusconi per quanto riguarda i Pacs) e di rimettersi al «libero dispiegarsi» delle suddette coscienze in Parlamento puntano a far saltare gli equilibri interni al centrosinistra, dividendolo quando si tratterà di decidere. A Bondi replica piccato il prodiano Franco Monaco: «Non capisce o fa finta di non capire? È piuttosto lui che, prigioniero di un copione, è contro Prodi a prescindere e strumentalizza persino i temi etici a logiche partigiane».
Intanto la Sir, agenzia dei vescovi italiani, apprezza il discorso di Capodanno di Giorgio Napolitano, e ammonisce che la «nuova agenda di etica pubblica non può essere affrontata con vecchi schemi», come è «emerso con evidenza a proposito della questione della fecondazione assistita». Il presidente della Repubblica, si legge nella nota, «ha sottolineato la necessità di arrivare a scelte legislative in Parlamento che portino chiarezza ed evitino fratture. Serve una pacata e costruttiva riflessione, serve un maggior senso del limite e della responsabilità. D’altro canto su famiglia e persona la nostra Costituzione è assai esplicita». Come dire che i Pacs (in vigore in quasi tutto il mondo civilizzato) in Italia sarebbero addirittura anticostituzionali. Alla Sir replica il ds Franco Grillini, già leader dell’Arcigay: «L’agenzia stampa dei vescovi italiani, si è compiaciuta dell’accenno ai temi relativi alla famiglia nel discorso di fine anno del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Come sempre ognuno cerca di tirare la coperta dalla propria parte». Ma il Sir «sbaglia», perché «la Costituzione si limita a riconoscere i diritti della famiglia tradizionale, ma non discrimina affatto altre forme famigliari e non dice nemmeno che il matrimonio è tra un uomo e una donna». Quindi la gerarchia vaticana smetta di utilizzare l’articolo 29 della Costituzione «come una clava, sbagliando, contro l’estensione dei diritti alle famiglie non tradizionali». Dall’Udc, Luca Volontè accusa Grillini di «furore anticattolico»: «Il suo unico interesse è quello di una legge che favorisca i pacs-omosex e penalizzi le famiglie».