Quest’estate BESTIALE

Mancano spazi adeguati per far correre gli animali: l’unica strada praticabile finisce in una fogna aperta

Come ogni mattina percorro l'assolata via Adamoli per raggiungere il Canile Municipale. È sabato ma l'affluenza dei volontari è scarsa, in quanto vedo una sola persona che sta conducendo uno dei 220 sfortunati cane. Si avvicina e mi chiede: «Come mai ci sono pochi volontari a far uscire i cani? Alcuni anni fa non era cosi!» Io gli dico: «La risposta la sai, ma non vuoi ammetterlo, le cose sono cambiate da allora. Io non te la dico». E proseguo.
Mentre anch'io sto facendo sgambettare uno dei cani morsicatori che di solito porto da molti anni (sono quasi 10), penso alle cause che hanno fatto sì che in canile vi siano giornalmente in media solo 30 volontari. Ho esaminato il registro presenze volontari e ieri venerdì 6 luglio 2007 hanno firmato 32 volontari così ripartiti: 14 Una, 10 Aaaa, 7 Avda e 1 Enpa.
Le cause sono: le strade ove si possono portare i cani si sono ridotte a dismisura e solo ad una, dietro al canile, si può accedere liberamente senza raccogliere le deiezioni in quanto non è accessibile ai cittadini e nello stesso tempo non si deve stare attenti che i cani possano morsicare qualcuno. Purtroppo il Comune, attraverso l'Ufficio diritti Animali ci ha scritto che dovrebbe essere interdetta quando piove. Per giunta il percorso è limitato in quanto in fondo esiste una fogna a cielo aperto.
Dovete sapere che non è facile raccogliere le deiezioni quando si porta un grosso cane e magari quando se ne sono portati una decina. Prima ogni associazione pagava un dipendente a raccogliere due volte al giorno gli escrementi ma per esempio la mia associazione Aaaa non lo può fare perché tutti i proventi annuali servono a pagare gli avvocati per la causa che l'Una ha intentato al presidente, quando le tre associazioni gestivano il Canile. Inoltre si dovrebbe mettere a questi cani la museruola, ma come? Dovremmo ogni volta rischiare una morsicatura per adempiere alle prescrizioni comunali?
Gli esperti ci hanno promesso un percorso alternativo ma sono mesi che stanno cercando inutilmente. Forse è come era successo in passato, quando gestivo il canile e predicavo che occorrevano nuove gabbie per difendersi dall'affollamento di cani. Le gabbie vennero costruite soltanto dopo che il magistrato fece un controllo nel canile! Allora gettarono la colpa sul sottoscritto, ma ho dei documenti che attestano che la responsabilità non era mia ma di altri.
Un altro fattore negativo è che prossimamente entrerà in vigore un nuovo Protocollo d'Intesa Comune- Associazioni dove è necessario che il volontario debba portare un certificato medico per poter operare, partecipare ad un corso e un test attitudinale. Intanto i corsi che si sono fatti in precedenza sono stati un successo di adesioni ma in pratica quelle stesse persone, così istruite sui problemi canini, non partecipano a portare fuori i cani o solo raramente. Si sentono nelle tv locali belle parole come corsi, adozioni a distanza od altro, facendo credere all'ignaro cittadino che tutto in canile funzioni ma in sostanza la situazione è questa: ci sono pochissimi volontari. Fra l'altro adesso ci sono casi di gastro- interite nel canile.
Tralascio poi di descrivere come sono accolti i pochi nuovi volontari che non si sono iscritti all' associazione che gestisce il canile. Due di questi non hanno resistito e non sono più tornati.
Cinque anni fa l'aria era diversa ed ogni volontario era contento di operare. Tutti pensavano al bene degli animali. Cosa devono fare i poveri volontari che tuttora resistono? Interrompere il servizio o fare una manifestazione davanti a Tursi per ottenere che il loro lavoro non retribuito sia più considerato ed aiutato nelle cose più necessarie? I volontari vogliono più aiuto da parte degli organi preposti. In passato si diceva: il canile di via Adamoli verrà soppresso! È sempre cosi? Oppure è necessario pensare seriamente a spendere denaro per facilitare la vita a queste povere creature ed ai loro volontari?
*presidente Aaaa