«Quest’estate Cenacolo aperto anche di sera»

«Mi piacerebbe riuscire a partire ad agosto, ma di sicuro ce la farò per settembre»

Giacomo Susca

Tutto è cominciato con una battuta a margine della presentazione della rassegna musicale La notte di San Lorenzo. L’assessore comunale alla Cultura, Vittorio Sgarbi, aveva scherzato: «Non si capisce perché un’opera come il Cenacolo non possa essere ammirata all’ora di cena...». E invece il critico diceva sul serio, perché su quella che sembrava solo una battuta sta costruendo un progetto concreto. L’idea era di aprire il capolavoro di Leonardo da Vinci alle visite del pubblico anche di sera, quattro-cinque ore in più rispetto al solito nei mesi di agosto e settembre. «Per renderla realizzabile si era trovato uno sponsor, un’azienda municipalizzata, dato che il Cenacolo vinciano appartiene allo Stato», spiega l’assessore al termine dell’incontro di ieri con la Sovrintendenza. Per il resto, Sgarbi aveva già pensato all’aspetto promozionale. «Ho fatto preparare al grafico Pierluigi Cerri una campagna pubblicitaria con la scritta a rovescio, in stile leonardesco, con uno slogan sull’“Ultima cena” aperta dalle 20 a mezzanotte, giocando appunto sulla parola “cena”».
«Ma la ferma opposizione dei sindacati ci impedisce di partire subito. Ho avuto comunque rassicurazioni in vista di settembre, almeno nei fine settimana», rivela Sgarbi. Pesano troppo, insomma, le vertenze sindacali sui turni del personale di cui si è fatto portavoce Bruno Artioli, sovrintendente ai beni architettonici e culturali della regione Lombardia, che sull’argomento si è mostrato inflessibile. «Per garantire la sicurezza durante l’apertura serale estiva - si è impuntato - serve personale. Ma al Cenacolo l’organico è quello che è, e basta giusto per l’attuale servizio di 12 ore al giorno». Per convincere gli addetti alla sorveglianza a qualche ora di lavoro aggiuntivo, Vittorio Sgarbi mette ora sul piatto «un consistente bonus per lo straordinario».
La proposta consente di rinviare in extremis un’iniziativa praticamente già pronta e che stava per subire un precoce stop. Nonostante siano previste rigide regole per l’accesso dei visitatori a Santa Maria delle Grazie, resta molta prudenza. Non più di 100 visitatori all’ora, a gruppi di 25 ogni quindici minuti, con l’assoluto divieto di scattare fotografie e massima cautela nell’attraversare il corridoio di porte stagne prima di entrare nel Refettorio che ospita il dipinto. Sgarbi, però, non ci sta. Ci tiene a superare gli ostacoli e premiare così, oltre ai turisti, anche i milanesi che questa estate rimarranno in città. Perciò risponde a coloro che avevano manifestato qualche preoccupazione sulle conseguenze per la salute del capolavoro. «Ora che il Cenacolo è stato restaurato non può subire altri danni a causa della presenza di persone, per quanto numerose esse siano».
Già in occasione della scorsa «Notte bianca» si è avuta la dimostrazione di quanta curiosità ci sia attorno all’opera di Leonardo, a cui ha di certo contribuito Il Codice da Vinci di Dan Brown. In quattromila si misero in coda, sotto la pioggia e fino alle quattro e mezzo del mattino, soltanto per una breve visita. Furono in tanti, invece, a rimanere fuori a causa del tutto esaurito. Dopo un simile successo, l’apertura serale estiva è stata concepita per rispondere alla massiccia richiesta del pubblico. Sebbene l’assessore Sgarbi si dichiari «pregiudizialmente contrario alle notti bianche», intende seguire l’esempio di Londra o Parigi «perché non è possibile che alle due di notte sia tutto chiuso». Per fare di Milano una capitale europea dell’arte e della cultura, secondo l’ex sottosegretario ai Beni culturali, anche i musei dovranno fare gli straordinari e illuminarsi alla luce della luna.