"Quest’Otello mi si addice sono gelosa e ossessiva"

Laura Chiatti ha tre film in uscita:"Iago" (nella sale da venerdì), "Il caso dell’infedele Klara" e "Gli amici del bar Margherita"

Roma - Illumina di biondo ogni scena Laura Chiatti, astro nascente del sistema divistico italiano, che da Quaresima a Pasqua farà parlare di sé, infilando una tripletta d'autore sul grande schermo. Ed è la passione, quella fisica, «tutta di pancia», come dice lei («seguo sempre l'istinto») a legare Iago, dramma della gelosia di Volfango De Biasi (da venerdì nelle sale, con Nicolas Vaporidis e Gabriele Lavia), Il caso dell'infedele Klara, commedia erotica di Roberto Faenza (dal 27 marzo) e Gli amici del bar Margherita, nostalgico amarcord di Pupi Avati (dal 3 aprile), film nei quali la nuova Bardot di Castiglione del Lago dimostra cosa sa fare, anche senza veli. «È sempre imbarazzante recitare nuda. Perciò cerco d'essere scaltra, scordandomi del personaggio, sul set. Per risultare naturale e libera», afferma l'artista classe 1982, giocando con le trecce color spiga di grano («ma io, di mio, sarei castano scuro»). E c'è da giurare che farà ammattire il prete Carlo Verdone, nell'erigendo film Io, loro e Lara (regia del Carlo nazionale, qui in tonaca), dove la bella Laura non sarà certo una monaca.
Più questa icona del cinema generazionale, esplosa con Ho voglia di te, tenta la carta della monella chic, dondolando nei pantaloni larghi, retti dalle bretelle, più diffonde intorno a sé quell'eros di bellezza animale, che ha spiazzato pure Roberto Faenza, regista uso a dominare ogni istrione. «Nelle scene più erotiche, non mi sarei mai aspettato una libertà come quella che ha espresso Laura. Una sorpresa assoluta», ha dichiarato lui, parlando dell'Infedele Klara.

Cara Laura, dopo la gavetta televisiva, da «Un posto al sole» a «Compagni di scuola», eccola a diffondere Shakespeare tra i giovani: quanta Desdemona c'è in lei?
«Invito i giovani a leggere Shakespeare, perché Iago, secondo me è un college movie, cioè una buona opportunità per i ragazzi per avvicinarsi al Bardo, sotto forma di cinema. Io stessa, che non ho una vera formazione classica, però amo Shakespeare da sempre, sono andata a rileggermelo, per capire le differenze. Mi riconosco nel personaggio di Desdemona, principessa fragile dalla personalità decisa. E dal passato tosto. Io sono così: apparentemente fragile, ma forte».

In che cosa consiste, la sua fragilità?

«Sono pigra, insicura. A metà giornata, crollo. Per questo indosso una maschera. Ho cercato di convivere con questa mia fragilità, perché amo mettermi in gioco, ogni volta, però, poi, ho paura... Aspetto sempre ruoli forti e turbolenti. Il lato oscuro dei personaggi femminili mi piace: li sento nella mia pancia».

La sua Desdemona, ricca e viziata, alla fine si mette con un coetaneo povero e abituato a subire: lei fa altrettanto?

«Mai guardato alla situazione economica del mio partner! E invito le donne a seguire il cuore, non le apparenze».

Il suo collega Vaporidis dice di preferirla a Carolina Crescentini e a Cristiana Capotondi, sue partner di set...

«Ne sono lusingata: so che gli piace la mia ironia devastante! Insieme a lui avrei dovuto girare il primo Notte prima degli esami, ma nella stessa settimana fui scelta per un altro film».

Nel film «Il caso dell'infedele Klara» recita nuda: che rapporto ha con il suo corpo?
«Cerco di essere scaltra. Di scindere la mia personalità dal personaggio, che interpreto. Quando reciti nuda, sul set, sembra che tutti stiano lì a guardare te... è imbarazzante, certo. Ma ho avuto la fortuna di lavorare con dei professionisti, in grado di guidarmi. E quando c'è da trasmettere emozioni solo con il corpo, non vedo perché tirarsi indietro... Amore, rivalsa, gelosia, umiliazione, sono sempre presenti nelle nostre vite».

Nella vita vera conosce i morsi della gelosia?

«Eccome! Sono molto gelosa. Tutt'altro che razionale, quasi patologica. E porto la mia gelosia ovunque io vada».

Ci si vede in abito nuziale, all'altare con il suo fidanzato Francesco Arca?
«Vorrei un bel matrimonio con la chiesa, l'anello, i fiori. E mi piacerebbero tre figli almeno, magari tra un paio d'anni. Potrei stare otto mesi a casa e quattro sul set».

Cantare le piace e le riesce bene: dopo aver inciso due album in inglese, a che punto è Laura Chiatti cantante?
«Ormai canto solo sotto la doccia! Ma mi vedrete duettare con Claudio Santamaria, nel film di Faenza. La mia preferita? Resta Mina, rivoluzionaria per amore».