«Questa città è trasandata»

Anna Maria Hábermann, chirurga, scrittrice e pianista, unisce con eccellenza non soltanto le professioni, ma soprattutto le due nazionalità. Nata in Italia, da bambina immaginava l’Ungheria, terra dei nonni paterni, come il Paese dei sogni ricco di vigneti, cavalli e musica tzigana. «Quando andai la prima volta, due mesi prima della Rivoluzione del '56, vidi una terra triste, soffocata dalla mancanza di libertà», ricorda. Oggi si sente italiana e insieme ungherese. Ama la Milano dei giorni passati, quando la città, dopo il ’68 e gli anni di Piombo, fioriva di iniziative. «Oggi - dice -, è come se a nessuno importasse più nulla di lei, una Milano trasandata, spenta e indifferente».