Questa F1 è diventata proprio un "circo"...

La Fia respinge il ricorso di Ferrari, Renault e Redbull sui diffusori
di Brawn, Toyota e Williams. Ma i primi due Gp si correranno sub judice.
E continua il caos: sbagliati persino i numeri delle auto. <strong><a href="/a.pic1?ID=339374">Hamilton come Ibra: &quot;Se mi cercano...&quot;
</a></strong>

Melbourne - Signore e signori, la formula uno è ripartita. Si gioisca dunque, perché nella notte, ora italiana, i motori si sono accesi ma c’è chi è contento e chi no; perché i piloti sono tornati al volante e qualcuno sorride e qualcuno no, perché l’unica cosa certa, in quest’assurda vigilia di un assurdo campionato al termine di un assurdo inverno di polemiche e proteste e cambi regolamentari e dietrofront, è che in pole restano sempre e solo loro: i casini.

Per cui, massì, chissenefrega di Hamilton campione del mondo con la macchina che va così così, che c’importa di Massa e Raikkonen e Alonso a caccia di rivincite, parliamo invece di menate regolamentari, di un diffusore, di un pezzo di fibra di carbonio fatto per convogliare ed estrarre meglio l’aria sotto la vettura. Perché c’è chi ha interpretato la regola a strettissima norma di regolamento (Ferrari, McLaren, Renault, Redbull e Bmw) e altri che l’hanno letta in modo diverso (Brawn Gp, Williams e Toyota). Se ne parlava da settimane, l’aveva già fatto notare Flavio Briatore, poi la Ferrari, ci sarebbe stato tutto il tempo per evitare quest’altra figura al Circus e invece...

Invece, niente. Masochisti. E avanti con la formula Circo. Fatto sta, i tre team sotto accusa sono arrivati a Melbourne senza aver modificato il diffusore, fatto sta la Fia, nella persona del suo delegato tecnico, Jo Bauer, l’ha approvato, fatto sta è partito il ricorso dei team (Ferrari, Renault e Red Bull). Fatto sta, alle 23 e 40 locali, con i cancelli del circuito ormai chiusi, ecco che dopo 4 ore e mezza di fitta discussione i signori commissari Fia, Radovan Novak, Olafur Gudmundsson e Steve Chopping hanno detto no alle tre squadre. Per la verità, hanno detto no anche alla Bmw, visto che era tra le scuderie indiavolate contro i furbi del diffusore, ma dopo aver annunciato che avrebbero tutti uniti fatto ricorso, l’ha presentato in ritardo: sessanta secondi, dicono le cronache. E anche qui vien da ridere e da pensare all’ormai temibilissima formula Circo.

«Il diffusore tipo Brawn – aveva spiegato poco prima del verdetto il capo della Gestione sportiva, Stefano Domenicali – può dare un vantaggio anche di mezzo secondo al giro. Per questo, temendo (come poi si verificherà) che il ricorso venga respinto, stiamo lavorando a Maranello su una soluzione simile, ma l’avremo pronta solo per il Gp di Spagna (5ª gara, ndr)». Nel frattempo, si andrà all’Alta Corte Fia, visto che cinque minuti dopo il no dei commissari, i tre team, Rossa in testa, hanno annunciato l’intenzione di appellarsi. Per cui si correrà qui e fra una settimana in Malesia, con un risultato comunque sub judice, visto che qualsiasi posizione di Brawn Gp (che nel frattempo ha trovato lo sponsor Virgin del miliardario che voleva acquistare la Honda), Toyota e Williams potrà essere cancellata dall’eventuale sentenza della Corte che si riunirà dopo la doppia trasferta.

Alla base della decisione dei giudici Fia di Melbourne, è probabile ci sia stata anche la consapevolezza che il regolamento tecnico 2009 (come sottolineato e anticipato dal nostro Enrico Benzing) aveva delle lacune che permettevano interpretazioni ardite. L’unica grande a non aver aderito al ricorso è stata la McLaren, forse perché la Mercedes motorizza anche la Brawn Gp.

«Mi metto nei panni dei tifosi - ha ammesso poi Domenicali - e mi rendo conto che, a furia di polemiche, possono allontanarsi e che la F1 rischia di perdere credibilità. Mi auguro si inizi a correre subito, per dimenticare le questioni fuori pista, forse così i tifosi si riavvicineranno».

Questo al termine di una settimana di litigi tra Fia, Ecclestone e i team (l’associazione Fota), al termine di una giornata in cui, giusto per confermare oggi le comiche, la Fia ha annunciato che i numeri di alcune monoposto sono stati cambiati perché la Force India aveva già preparato materiale vario di promozione – questo è il senso – con i numeri assegnati a fine stagione. Risultato: sono sparite dalla griglia due cifre: il 18 e il 19 e aggiunte il 22 e 23. Come se le macchine fossero appunto ventitré, invece sono 20. Grande Circo. Non vi è dubbio.