"Con questa legge mia figlia sarebbe viva"

Rosa Multari, mamma di Antonietta, la ragazza massacrata dall'ex fidanzato a Sanremo: "Il problema più grave ora è quello della certezza della pena. Il killer di Antonietta col rito abbreviato avrà invece uno sconto"

Sanremo - Ha la stessa età di sua figlia, ma non è soltanto per questo motivo che lei da un giovane ministro donna si sente più capita. Finalmente capita. Rosa Multari, la mamma di Antonietta, massacrata il 9 agosto dell’anno scorso in mezzo alla strada nel centro di Sanremo dall’ex fidanzato Luca Delfino dopo mesi di minacce e violenze, ha molta fiducia nel ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna. «L’unica di un governo che mi ha detto che mi avrebbe contattato e l’ha fatto, senza perdere tempo».

Ma ha fatto di più.
«Sì, ieri sera (mercoledì ndr) mi ha telefonato per avvisarmi del decreto sullo stalking. Mi ha fatto molto piacere perché ha avuto parole importanti per me, ha mostrato di aver capito il mio dolore e soprattutto ha dimostrato di voler fare qualcosa».

Servirà questa norma secondo lei?
«Sì, certamente. Se ci fosse stata prima, mia figlia non sarebbe morta».

Invece...
«Invece Antonietta non c’è più. Quando quella persona ci minacciava, perché minacciava anche me, oltre mia figlia, io andavo dai carabinieri, ma loro mi dicevano che non potevano fare nulla, che avevano le mani legate. Adesso qualcosa per chi vive quello che abbiamo passato noi si può fare».

Cosa le ha detto il ministro?
«Mi ha parlato del decreto... Mi ha anche chiesto cosa ne penso».

Cosa ne pensa?
«Quattro anni come massimo di pena per chi minaccia un’altra persona sono pochi. Però credo che il problema più grave sia quello della certezza della pena. Per esempio l’individuo che ha ucciso mia figlia ha chiesto il rito abbreviato e i giudici gliel’hanno concesso, un insulto».

Vuol dire che Luca Delfino nel caso peggiore per lui dovrà comunque scontare una pena ridotta di un terzo.
«Invece per chi uccide ci vuole l’ergastolo e basta. Non devono esserci riduzioni di pena. Chi commette reati così gravi deve stare dentro. Punto. Lo chiede la gente che come me ha subito la perdita di una figlia. Lo vuole la giustizia».

Lei è in contatto con altre vittime?
«Certo, non faccio che ricevere telefonate di mamme che temono per le figlie, di donne minacciate ripetutamente che non sono nemmeno libere di uscire di casa. Sono in tante...».

È vero che il ministro le ha chiesto di collaborare per affrontare meglio il tema della violenza sulle donne?
«Mi ha detto di essere rimasta sconvolta dalla vicenda di mia figlia. Ha avuto parole speciali, mi ha toccato la sua sensibilità e io, come ho già detto anche al ministro Carfagna, sono pronta ad andare a Roma per parlare con lei e confrontarmi per quello che posso fare. È troppo importante per le vittime. E anche per mia figlia».