Ma questa non è la mia Signora

Ve lo confesso: l’avevo detto il giorno prima al mio caporedattore che per me ormai restavano otto amichevoli. Di lusso, per carità, ma amichevoli. Poi dopo quelli del piano di sopra ti combinano la frittata che vedete qualche pagina più indietro e allora... Ma no, dài, c’è il Genoa dei miracoli, «we can’t». E infatti: avete visto che roba? Corsa scudetto? Cominciamo a pensare di tenerci il secondo posto. E non possiamo neppure attaccarci al fischio, quello di Rocchi che s’è pure inventato il gol in differita. Perché poi, caro Alex, confessa: quel rigorino lì non sa tanto di compensazione?
Insomma, non siamo riusciti neppure a finire il primo tempo in vantaggio e mi sono pure dovuto subire gli sberleffi degli amici di Telelombardia che mi hanno visto un po’ affaticato. Dopo un campionato così vorrei vedere loro...
Ha ragione Camoranesi: «Questa non è la mia Juve». E neppure la mia, se poi il nostro uomo riesce pure a farsi cacciare nella serata in cui c’è da riaprire un discorso. E invece - nonostante il pari in dieci - il discorso è chiuso, ed è inutile prendersela con Ranieri, il mio amico Claudio: lui in campo non ci va, a differenza di certa gente che ieri sera arrancava dietro al pallone. In pratica, cari amici: torno alle mie amichevoli, chissà mai che sabato almeno ci divertiamo. Come dite? Se vinciamo si riapre la corsa scudetto? Col fischio...