In questa Parigi noiosa stona anche la Binoche

Parigi da anni offre ai registi di girare film nei suoi quartieri, a gloria dei medesimi. Paris, je t’aime, film a episodi di e con grossi nomi, in Italia non è arrivato nonostante la vetrina diCannes 2006. Arriva ora invece il modesto, corale Parigi di Cédric Klapisch. Anch’esso è a episodi, ma intrecciati alla buona: si parte dal trapianto per un ballerino (Romain Duris) e dall’ansia della matura sorella (Juliette Binoche) per incrociare lo storico neoorfano infoiato (Fabrice Luchini), il pesciaio quasi vedovo (Albert Dupontel), la fornaia lepenista (Karin Viard), lo psichiatra disincantato (Maurice Benichou). È un parlarsi addosso, specie del personaggio della Binoche, che non imbrocca un bel film da Cuore in inverno.
PARIGI di Cédric Klapisch (Francia, 2008), con Juliette Binoche, Romain Duris. 129 minuti