«Questa squadra non si tocca: vincerà anche le Regionali»

RomaOnorevole Italo Bocchino, faccia il medico: com’è lo stato di salute del Pdl?
«Più che buono. Motivo per cui ci avviciniamo alle elezioni regionali con ottimismo».
Azzardi un pronostico.
«Sul risultato finale non lo faccio, ma di sicuro vinceremo».
E parlerete di vittoria se?
«Se governeremo un cittadino in più rispetto a oggi. E vedrà che sarà così».
Conterete le teste e non le bandierine sulle Regioni?
«Certo. Va considerato l’elettorato complessivo e stia certo che, sebbene di solito le elezioni intermedie siano a favore dell’opposizione, saremo noi a cantare vittoria».
Non è rischioso dire che il voto sarà un test nazionale?
«Francamente quando si vota in 13 Regioni su 20, difficile sostenere il contrario».
Sarà un esame anche per valutare i rapporti di forza con il Carroccio?
«Certamente. La Lega oggi ha un forte peso elettorale ma anche un elevato, elevatissimo, peso governativo».
Sovrappeso?
«Esatto. E dopo le elezioni vedremo se questo sovrappeso è giusto oppure no».
Sul partito si racconta di un Berlusconi più che irritato: «Dopo il voto azzero tutto...».
«Fantasiose ricostruzioni giornalistiche. Mi sembra che anche il presidente abbia smentito, no?».
Eppure i malumori interni non mancano.
«Aspettiamo l’esito delle elezioni. Io credo che abbiamo una classe dirigente che funziona, abbiamo vinto le Europee, vinto in Abruzzo, in Sardegna e a Roma. Squadra che vince non si cambia».
Eppure si vocifera di un coordinatore unico per il Pdl. Strada percorribile?
«A norma di Statuto attualmente i coordinatori sono tre. Se poi in futuro si decidesse di cambiare be’... Sarà una scelta decisa dal partito e non per questo deve essere considerata scelta traumatica ma...».
Ma?
«Sono i giornali che, a torto, continuano a dipingere un partito in continua resa dei conti interna».
Nessuna frizione tra ex Fi ed ex An?
«Il Pdl ha già un elettorato profondamente unitario e ha una classe dirigente che sul territorio deve soltanto limare qualche competizione, più che fisiologica».
Anche lei non ha mai nascosto che la fusione tra Fi e An non è stata indolore.
«Certo. Ma dobbiamo stare uniti, superare le divergenze, non far nascere correnti e continuare a governare bene il Paese».
Berlusconi, a proposito di Verdini, ha parlato di attacchi esterni e «interni». A chi si riferiva?
«Non lo so. In tutti i partiti, per ogni vicenda, si danno anche letture interne ma non mi sembra che a Verdini sia mancata la solidarietà da parte dell’intero Pdl».
Quanto peserà nell’urna l’inchiesta di Firenze sulla Protezione civile?
«Credo poco, a meno che non arrivino altre sorprese. Anche perché il Pdl ha reagito in modo tempestivo: fuori dalle liste chi è compromesso».
Però il decreto anticorruzione s’è arenato in Consiglio dei ministri.
«Ma è un provvedimento che va fatto. Chi gestisce soldi pubblici dev’essere al di sopra di ogni sospetto e chi commette reati come corruzione, concussione, peculato eccetera dev’esser fuori lista, a prescindere dalla sentenza definitiva».
C’è chi obietta che così le liste le faranno le procure.
«Se lo stabiliamo dal rinvio a giudizio in poi no. Non basterebbe certo un semplice avviso di garanzia, magari spedito da un pm ideologizzato».
E i fatti di Milano, con il consigliere comunale colto in flagrante con la mazzetta, potrebbero pesare nell’urna?
«Sono episodi gravi che vanno puniti sia dal punto di vista giudiziario che politico. Nessuna indulgenza ma sono episodi singoli».
Non è marcio il sistema?
«No, non siamo a una Tangentopoli 2. Allora c’erano partiti-idrovora che si finanziavano illegalmente. Ora no».
Non c’è la possibilità che l’elettorato percepisca l’apertura di una questione morale nel Pdl?
«Lo escludo. Se c’è una questione morale guarderei a sinistra...».
Caso Campania: su Cosentino lei parlò di «passo indietro» all’epoca della richiesta d’arresto. Ieri gli ha chiesto di ritirare le dimissioni. Ha cambiato idea?
«Avevo parlato di “opportunità politica” ma resto convinto che Cosentino sia ingiustamente accusato da pentiti le cui dichiarazioni non trovano riscontro».