Questa Udinese è da Champions Ma con l’Arsenal spreca troppo

Mission impossible era considerata la partita dell’Udinese all’Emirates contro l’Arsenal ma mission impossible non si è rivelata, perchè i biancorossi di Arsene Wenger, squalificato e in tribuna per le sue proteste contro l’arbitro svizzero Busacca dopo i fatti di Barcellona nella passata Champions, hanno ottenuto il successo per 1-0, ma dopo aver rischiato il peggio. Però quanti mea culpa devono recitare i friulani per le occasioni letteralmente buttate al vento nel primo tempo quando, alle frenesie dei gunners, i bianconeri dell’esordiente in Champions Francesco Guidolin, hanno risposto con ficcanti contropiedi che hanno messo in luce la debolezza difensiva degli inglesi, lenti e abbastanza approssimativi nei movimenti. A castigare i friulani dopo appena 4 minuti ci ha pensato il giovane talento Teo Walcott, il giocatore più giovane che abbia mai esordito nella nazionale inglese, in dubbio per problemi fisici che invece si è dimostrato vivo e imprendibile in velocità. E’ stato un inserimento di Ramsey con il suo cross dal fondo a mettere Walcott davanti ad Handanovic e l’inglese non si è fatto pregare per mettere il pallone alle spalle dello sloveno. Una botta che solo gente dalle gambe toste e dal cuore forte può sopportare e i friulani sono fatti proprio così. E mentre al 9’ Gervinho s’è mangiato in modo inguardabile il raddoppio che sembrava già fatto per i gunners, è stato Di Natale due minuti dopo, con un colpo a sorpresa dei suoi su punizione, a spaventare gli inglesi, perchè il pallone va a incocciare la traversa con Szczesny proteso inutilmente in volo. E poi al 14’, ancora Totò s’inventa un pallonetto a seguire su rilancio di Handanovic, ma sbuccia il pallone consegnandolo al portiere avversario.
Tutta qui l’Udinese? Nient’affatto, perchè al 26’ Armero parte dalla propria metà campo, salta tutti in velocità e dopo 50 metri di corsa non trova la forza per calciare in modo dignitoso in porta, permettendo al portiere di respingere: un gol colossale mancato ma evidentemente il fiato del friulano è quello che è e di più, per ora, non gli si può chiedere. E’ sempre Di Natale il più pericoloso: ci riprova al 37’, spedendo a lato seppur in precario equilibrio e subito in inizio di ripresa quando, su assist di Armero, si vede respingere il tiro in extremis da Djorou che, appena entrato, qualche minuto dopo esce per infortunio. Ma non finisce qui perchè al 59’ è Isla a depositare il pallone in diagonale a fil di palo: un altro gol regalato e i gunners ringraziano. Ripetendosi quando al 74’ Di Natale, su punizione dal limite, costringe Szczesny a lanciarsi in volo d’angelo alla sua sinistra per respingere un pallone che sembrava già dentro.
Si dispera Guidolin, non è possibile sprecare così tanto. D’accordo che tra otto giorni al Friuli l’Udinese potrà tentare di ribaltare la situazione, ma gli inglesi potranno contare sul rientro degli squalificati Van Persie e Nasry (se non finirà al City) e l’Udinese non ha più pezzi da novanta come Sanchez, Inler e Zapata. Che non c’erano neppure all’Emirates e che, almeno sotto l’aspetto della corsa, sembrano essere stati degnamente sostituiti dai nuovi arrivati. Bella la difesa alta dell’Udinese, bello il gioco, belli i meccanismi, bravo Handanovic che al 80’ fa un miracolo su Walcott.. Brutto solo il risultato.