«Questa volta non so se torno»

Il fenomeno dimesso dall’ospedale: «La testa c’è, il corpo vedremo»

Trentuno domande in tutto, ma pochi reali argomenti. Ecco la sintesi del Ronaldo pensiero della conferenza stampa di ieri avvenuta a Parigi. Con un Ronaldo stanco e, a tratti, infastidito dalla pressione della stampa.
L'INCIDENTE
«Non riesco davvero a credere che sia successo. È stato un colpo durissimo fisicamente e mentalmente. Proprio non me l'aspettavo. Ho sofferto molto e sono terribilmente stanco. Stento persino a ricordarmi le frasi che ho appena pronunciato. Sono esperienze difficili».
LA VOGLIA DI TORNARE
«Non so se riprenderò a giocare. So pochissimo in questo momento. Certo farò il possibile per tornare sui campi di calcio, ma per ora preferisco non pensarci. Il mio cuore mi dice di tornare, ma devo fare i conti col mio corpo, che ha sofferto molto e che mi lancia segnali di stanchezza. Tornerò sui campi di calcio solo se alla fine mi sentirò veramente bene. Altrimenti ci sarà una sola decisione da prendere».
LA RIEDUCAZIONE
«Sarà certamente meno lunga di quanto accadde con l'incidente di otto anni fa al ginocchio destro. Farò tutto il possibile per seguire le indicazioni dei medici, che hanno deciso un programma in tre tappe: una decina di giorni prima di togliere i punti (in questo periodo penso di rimanere a Parigi); poi una seconda fase di un mese e mezzo, seguita da una ripresa dell'attività muscolare e da adeguati esercizi fisici. Sono pronto a impegnarmi a fondo per recuperare. So ciò che mi attende e farò la mia parte. Spero che alla fine tutto si risolva nel modo migliore».
Intervengono i medici francesi che la sera del 14 febbraio scorso hanno operato Ronaldo per la rottura del tendine rotuleo del ginocchio sinistro. Il prof. Yves Catonne precisa che occorrono almeno otto-nove mesi prima che Ronaldo possa tornare a dar calci al pallone. Il prof. Eric Rolland aggiunge: «Per i primi sei mesi non dipenderà da lui. Poi dipenderà da lui. Dal punto di vista medico non diremo nulla da qui a sei mesi. Nei prossimi tre mesi può succedere di tutto perché la chirurgia non è una scienza esatta. Comunque tutto sarà fatto per riavere il Ronaldo che conosciamo».
I RAPPORTI COL MILAN
«Ringrazio tutti i miei compagni di squadra, che mi sono stati vicini e che hanno sofferto con me. Ringrazio il presidente e i dirigenti. Al Milan devo solo dire grazie: non so che cosa avrei fatto senza l'aiuto di tutti loro. Il Milan è per me una grande e una cara famiglia. Quanto al mio contratto, so solo che scade nel mese di giugno. Altro non posso dire».
GLI ANABOLIZZANTI
«Non ho mai fatto uso di anabolizzanti» (è la secca risposta di Ronaldo alle dichiarazioni accusatorie rilasciate da Bernardino Santi, ex responsabile dell'antidoping della Federcalcio brasiliana).
Sull'argomento interviene il prof. Rolland, che dice: «Non esistono prove che Ronaldo abbia fatto uso di anabolizzanti in un momento o nell'altro della sua carriera; solo l'interessato ha le informazioni su questo argomento».
IL SOGNO NEL CASSETTO
«Ho il sogno di giocare un giorno nel Flamengo, ma occorre vedere se loro avranno quel giorno bisogno di me».