Questa volta la panchina non rende triste Cassano

Rinviato l’esordio spagnolo dell’ex giallorosso che a Madrid fa coppia fissa con Zidane. «Ma va bene così: finalmente sono in un vero gruppo, è stata una serata da ricordare»

Marcello Di Dio

nostro inviato a Madrid

La prima volta non si scorda mai, anche se vissuta solo in panchina. Fare la riserva non piace a nessuno, figuriamoci a un ribelle che si professa “pentito” come Cassano. Ma stavolta salendo le scalette che dagli spogliatoi conducono al prato del Bernabeu, sotto una pioggerellina fitta, il «talentino» nato nei vicoli di Bari Vecchia avrà capito che può andar bene anche una prima da galattico a metà. Niente debutto con la camiseta numero 19, solo un’apparizione davanti al proprio pubblico. E al suo procuratore Bozzo, alla fidanzata Rosaria, al futuro suocero Franco, all’agente Fifa Bronzetti, tutti sistemati in un palchetto. Con i chili di troppo ancora da smaltire, meglio accontentarsi. In fondo la panchina al Bernabeu non è certo quella amara dell’Olimpico degli ultimi tempi. «Va bene così, è una serata comunque da ricordare – commenterà alla fine -. Finalmente ho un gruppo, l’ho capito da come mi sono stati vicini nel prepartita. Presto vedrete il vero Cassano». Tutti contenti, dunque: dal direttore del marketing madrileno Sanchez, che aveva “sponsorizzato” la semplice comparsata, al tecnico Lopez Caro che grazie all’acuto di Guti e alla tripletta di Zidane conquista il successo (4-2) sul Siviglia, pesante in ottica Champions League. In attesa del recupero del barese e degli infortunati.
Cassano aspettava questo momento da quando aveva fatto la sua prima apparizione al Bernabeu, niente meno che sul palco d’onore, il 4 gennaio, giorno della sua presentazione. E infatti si presenta in mattinata allo stadio con largo anticipo (almeno venti minuti prima dell’appuntamento fissato) e con le solite cuffiette alle orecchie. La camminata è sempre la solita, il ghigno pure, ora però Cassano sorride di più rispetto ai musi lunghi degli ultimi, difficili tempi a Roma. A mezzogiorno scatta il ritiro per le merengues: da queste parti, infatti, quando si gioca la sera della domenica non c'è il “coprifuoco” dal sabato. Per Antonio è la prima volta, la convocazione è finalmente arrivata, a dispetto dell’evidente sovrappeso e delle gambe appesantite dal duro lavoro. «Ma non ero grasso?», scherzerà a pranzo con il recuperador José Luis San Martin che si meraviglia di come il barese mangi solo un piatto di prosciutto. Zidane, diventato uno degli interlocutori principali del barese per la sua buona conoscenza dell’italiano, ride divertito dalla battuta.
Attorno al pullman del Real una trentina di tifosi. E sulla discesa che porta nella pancia dello stadio ci sono anche due ragazzi di Bari, che avranno l’onore di assistere alla partita del “debutto”. Dalle loro parti il nome del galactico è diventato quello di una paella appositamente cucinata in onore del gioiellino. Cassano è insieme a Cicinho, Robinho e Roberto Carlos, appare di buon umore. Sale sul pullman, si siede tra Baptista e Robinho. Tutti al Mirasierra, lo splendido hotel nella zona Pilar dove Cassano è di casa. Appena arrivato, chiede a Roberto Carlos di fargli da interprete. «Devo cambiare stanza o restare nella mia?», domanda Cassano all’addetto alla reception. Il barese deve infatti avere una suite da solo come tutti gli altri galattici. Nessun cambio: l’appartamento 922, che lo ospita dall’inizio della sua avventura al Real, rimane così a sua disposizione. A spostarsi – ma solo per un pomeriggio – sarà la fidanzata Rosaria.
«Ha legato di più con Raul, gli vogliono già tutti bene, Antonio è un bravo ragazzo e anche molto generoso. E soprattutto ha un grande attaccamento alla famiglia», dice il futuro suocero Franco. Da quando è in Spagna, non si è mai staccato dalla figlia Rosaria che diventerà la moglie di Antonio a settembre ed è un punto di riferimento importante per lui. La Cannavò, ventenne ballerina professionista con un passato in alcune trasmissioni Rai e Mediaset, ha di recente rifiutato un nuovo contratto offertogli dall’ente di Stato per “I raccomandati”. Vuole seguire Antonio nella sua avventura spagnola, in attesa che arrivi - a fine mese – mamma Giovanna.
Il barese raggiunge la sala fitness, dove tutti i madridisti svolgono l’ultimo lavoro defatigante prima del match. Totò si ferma più degli altri, ha voglia di dimostrare che merita l’atteso debutto. Che però non arriverà. Cassano fa lo spettatore, il suo show da neo galactico è rimandato.