Questa volta Spinelli non cambia idea: via Arrigoni

Questa volta Daniele Arrigoni non ce l’ha fatta a salvare la panchina del Livorno, sulla quale nelle ultime 16 giornate ha conquistato appena 9 punti e una sola vittoria. Un esonero annunciato, già andato in onda lo scorso 14 gennaio quando, dopo il 5-1 subito dall’Atalanta, l’infuriato presidente Spinelli esonerò l’allenatore romagnolo. Salvo poi tornare sui suoi passi 24 ore dopo in seguito all’intervento della squadra, Cristiano Lucarelli in testa, a difesa di Arrigoni. L’unità dello spogliatoio intorno al tecnico non è però bastata ad evitare ad Arrigoni il nuovo licenziamento. E questa volta Spinelli ha deciso da solo, senza interpellare né lasciarsi influenzare dalla squadra e sfidando anche il parere dei diretti collaboratori, a cominciare dal ds Nelso Ricci.
Il 4-0 patito a Udine è stato fatale ad Arrigoni che non si era lasciato andare a facili entusiasmi dopo che nelle settimane passate Spinelli aveva lodato il suo lavoro, ipotizzando anche una riconferma per la prossima stagione. Toccherà ora a Fernando Orsi (8° tecnico cambiato in A in questo campionato), 48 anni, ex vice di Roberto Mancini e preparatore dei portieri di Lazio e Inter, cercare di risollevare l’ambiente amaranto. Singolare però il comportamento di Spinelli perché, come la storia recente insegna, nelle ultime tre stagioni nessuno dei tecnici che ha iniziato il campionato è riuscito a portarlo a termine: prima è toccato a Colomba, e subentrò Donadoni confermato anche per la stagione successiva (2005/06).
Donadoni andò poi incontro all’esonero con la squadra nei quartieri alti della serie A e in piena zona Uefa. Sulla panchina arrivò allora Carletto Mazzone che collezionò una lunga striscia di sconfitte, facendo scendere la squadra a centro classifica e ottenendo la qualificazione in Uefa grazie alle sentenze di Calciopoli. Quest’anno anche Arrigoni ha fatto le spese delle ire di Spinelli, lasciando il posto a Orsi che ha siglato un contratto col Livorno fino al termine della stagione 2007/08. Ma Orsi, visti i precendenti, non ha proprio da stare tranquillo.