«Con queste risorse è difficile combattere mafia e camorra»

La manovra stanzia 40 milioni di euro contro i 400 dell’anno precedente

Antonio Signorini

da Roma

Circa 400 stazioni dei carabinieri che chiuderanno i battenti, così come un centinaio di centri della Polizia e scuole dei tutori dell’ordine. Senza contare la cancellazione di questure e prefetture, comprese quelle di diverse città del sud in piena emergenza criminalità. Se le forze dell’ordine sono scese in piazza contro la Finanziaria non è solo per una questione di stipendio. Anche quello pesa, assicura Paolo Varesi, presidente di Federazione sindacale di polizia- Ugl, sigla che era già scesa in piazza contro la manovra del governo un mese fa. Con la Finanziaria 2007 alle forze di pubblica sicurezza non è stata riconosciuta la «specificità» sancita da una legge del ’99 e confermata dal precedente governo. Cosa significhi lo spiega Filippo Saltamartini, segretario generale del Sindacato autonomo di polizia (Sap), una delle sigle che ha animato la manifestazione di ieri. «Le nostre prestazioni sono diverse da quelle del resto del pubblico impiego perché sono articolate nelle notti e nei festivi. Per questi servizi il contratto 2002-2003 stanziava 760 milioni di euro, in quello 2004-2005, 400 milioni di euro. La Finanziaria oggi prevede solo 40 milioni. E questo non vuole dire semplicemente che non saranno aumentati gli stipendi, che peraltro sono bassi, ma che non saranno pagate alcune prestazioni lavorative».
Ancora più gravi, spiegano i sindacalisti, le conseguenze per la sicurezza che avrà la cura dimagrante prevista per Prefetture e Questure. A rischio sono quelle sotto i 200mila abitanti, ad esempio Crotone o Vibo Valentia. «Con effetti anche sull’economia del Sud. Quale imprenditore - si chiede Saltamartini - vorrà investire in città dove non c’è nemmeno un presidio contro la mafia e la camorra?». Nel conto della manovra vanno messi poi i 1.300 ausiliari ai quali il prossimo anno non sarà rinnovato il contratto.
La stessa cura è stata riservata ai Carabinieri. Le stazioni a rischio sono 400, ha stimato il senatore della Lega Nord Massimo Polledri. Senza contare qualche altro centinaio di ausiliari in forza all’Arma ai quali sarà riservato lo stesso trattamento di quelli delle forze di polizia.
Ci sono altre misure che il segretario del Sap vorrebbe far cancellare. Come quella, per la verità prevista dal decreto fiscale del viceministro Vincenzo Visco, che di fatto blocca la possibilità per le forze dell’ordine di far valere nelle università come crediti formativi i corsi svolti nel luogo di lavoro. «Se si mettono insieme queste cose, con la chiusura di questure, uffici interregionali, scuole di polizia e centri di specialità viene da pensare che il governo si voglia vendicare».
Per riguadagnare la fiducia delle forze dell’ordine il governo ha avviato degli incontri. Ieri il viceministro all’interno Marco Minniti ha visto le sigle che non hanno manifestato oggi e che si riconoscono nel «cartello unitario». Tema dell’incontro i rischi legati alla probabile chiusura di alcuni commissariati a Napoli. Il ministro dell’Interno Giuliano Amato ha assicurato che sta lavorando già da un po’ con i sindacati per trovare altri fondi. Ancora più sicuro il segretario Ds Piero Fassino: «Nella Finanziaria ci saranno i soldi necessari per garantire un’adeguata politica di sicurezza e, allo stesso tempo, migliorare il trattamento economico dei vari corpi di polizia».