Con questi dirigenti nel Pdl non ci sarà mai spazio per i giovani

Caro Massimiliano, mi riferisco al tuo articolo sull'incentivo che i giovani dovrebbero avere all'interno de Pdl e sul fatto che nelle prossime tornate elettorali dovrebbero proprio essere i giovani ad avere la meglio ed essere candidati, mi riferisco anche ai conseguenti interventi dei nostri lettori sempre molto attenti e preparati che ti danno manforte per fare una mia modesta riflessione da pasionaria, amante prima di Forza Italia, poi del Pdl, di tutto ciò che incarna Silvio Berlusconi.
In effetti a logica, come in tutti i campi così anche in politica, ogni tanto vi è bisogno di un ricambio generazionale e quindi in questi casi si parte dai giovani. Si parte comunque da persone mosse da tanta voglia di fare, energiche, pronte ad apprendere e a farsi insegnare da chi ha più esperienza, persone a cui in politica si dovrebbe dare una determinata formazione, persone che inizino dalla gavetta, dai volantinaggi, dal volontariato per poi passare gradatamente ad incarichi sempre più impegnativi. Non mi sembra di scoprire l'acqua calda, ma credo che questa sia una regola di vita che debba essere applicata ovunque a tutti i livelli, nelle piccole, medie o grandi aziende dove per ottenere dei risultati mossi dall'obbiettivo costante di migliorare la realtà deve per forza essere costituita da elementi validi, da un team di gente in gamba, volenterosa, preparata, appassionata al proprio lavoro che non lo considera soltanto un modo per sbarcare il lunario e per potare dei soldi alla fine del mese. Di logica, bisognerebbe cercare di insegnare ai giovani tali aspettative e doveri.
Applicando queste teorie nella realtà genovese politica, mi faccio un esame di coscienza, cerco di essere il più obbiettiva possibile, cerco di scavare a fondo e di andare a scandagliare ciò che rappresenta il nostro Pdl e ciò che rappresentava prima Forza Italia facendo mente locale sui propri dirigenti. Purtroppo, nonostante il mio amore verso questa realtà e la mia passione infinita, la mia pazienza, la mia speranza che non muore mai, il mio ottimismo ed il mio forse troppo evidente idealismo, in verità non riesco a vedere qualcosa di positivo nel Pdl locale che possa indirizzarci verso i giovani i quali dovranno sempre avere tanta pazienza di aspettare se lo vorranno. Finché i vertici sono occupati dalle stesse persone, penso che i giovani non abbiano nessuna chance di farsi strada. I tempi cambiano, gli eventi si susseguono, ma le persone e le loro caratteristiche sono sempre le stesse, quelle che non hanno mai dato spazio a nessun giovane rampante che si dimostrava nel suo cammino volenteroso, capace, disponibile, grintoso, ma magari non aveva lampanti possibilità economiche e di scambiare favori e voti. Purtroppo questa è la realtà genovese. In verità, si ha bisogno di qualcuno che non abbia paura di esternare le proprie idee, che si sappia assumere le proprie responsabilità, che veda nel suo lavoro, nella sua attività un modo per crescere non solo individualmente, ma con altre persone meritevoli, per il bene comune.
Finché l'individualismo resta fine a se stesso non si va da nessuna parte.
Ritengo che Berlusconi nell'aver creato genialmente prima Forza Italia poi il Pdl purtroppo ha peccato o d'ingenuità o di troppo amor proprio, o ha fatto l'errore di essersi fidato di persone che non ha mai potuto controllare da vicino. Credo che a certi livelli siano importanti le deleghe, delle persone a cui affidare il compito di controllare come vanno le cose all'interno del partito nelle varie regioni e non di organizzare il proprio piccolo mondo organizzato tra pochi come una sorta di cosca o di ghenga in cui nessuno può entrare se no sei dei loro.
Se le cose continueranno in questo modo, mi dispiace affermare che non riesco a trovare una via d'uscita, uno sbocco per i giovani. Mi auguro di sbagliarmi oppure che valga il concetto per cui alla lunga se ci si dà da fare e se si semina bene, i frutti arrivano prima o poi.