«Questi giovani vittime di analfabetismo morale e affettivo»

Gli assassini di Niscemi sono «giovani che vivono in quello che si potrebbe chiamare un analfabetismo non solo culturale ma anche di natura morale, religiosa e affettiva». Lo dice monsignor Michele Pennisi, vescovo di Piazza Armerina. Quanto è accaduto, spiega il presule, «mette in luce l’emergenza educativa, che è la prima emergenza del nostro Paese» e che richiede «la collaborazione di tutti, della famiglia, della scuola, della Chiesa, dei mezzi di comunicazione sociale, delle istituzioni. Bisogna creare dei centri di aggregazione in cui questi giovani vengano educati ai valori della fede e ai valori umani: la tutela della vita, l’uso della sessualità secondo principi morali, il rispetto degli altri. Bisogna che questi giovani non vengano abbandonati a loro stessi».