Questi i dodici in gara per lo Strega delle polemiche

Lo «Strega» delle polemiche è arrivato ieri a un primo punto fermo. Dopo tante discussioni (che non finiranno certo qui) c’è almeno l’elenco dei dodici autori in gara alla 63ª edizione del premio letterario, l’unico che in Italia aiuti davvero a vendere copie. La «dozzina» selezionata dal Comitato presieduto da Tullio De Mauro è così composta: In terra consacrata (Piemme) di Ugo Barbara, presentato da Roberto Alajmo e Giovanni Pacchiano; Come ho perso la guerra (Fandango) di Filippo Bologna, presentato da Alberto Asor Rosa e Giorgio van Straten; I nostri occhi sporchi di terra (Baldini Castoldi Dalai) di Dario Buzzolan, presentato da Alberto Bevilacqua e Guido Davico Bonino; La vedova, il Santo e il segreto del Pacchero estremo (Marsilio) di Gaetano Cappelli, presentato da Cesare De Michelis e Silvio Perrella; I frutti dimenticati (Marcos y Marcos) di Cristiano Cavina, presentato da Ernesto Ferrero e Valeria Parrella; Cecilia (e/o) di Linda Ferri, presentato da Filippo La Porta e Elisabetta Rasy; L’istinto del lupo (Newton Compton) di Massimo Lugli, presentato da Aurelio Picca e Emanuele Trevi; Stabat Mater (Einaudi) di Tiziano Scarpa, presentato da Niccolò Ammaniti e Giorgio Montefoschi; Il bambino che sognava la fine del mondo (Bompiani) di Antonio Scurati, presentato da Umberto Eco e Angelo Guglielmi; Il tempo materiale (minimum fax) di Giorgio Vasta, presentato da Stefano Giovanardi e Francesco Piccolo; L’ultima estate (Fazi) di Cesarina Vighy, presentato da Dacia Maraini e Margaret Mazzantini; Almeno il cappello (Garzanti) di Andrea Vitali, presentato da Enzo Golino e Nico Orengo.
Le prime «vittime», i primi esclusi sono invece: Ermes (Neri Pozza) di Simonetta Poggiali, Il caso Mozart (Gremese) di Franco Pappalardo La Rosa, Giorni migliori (Bompiani) di Wilson Saba e L’arte di consolare gli uomini (Manni) di Angela Scarparo. Inevitabili le recriminazioni, a partire da quelle di Angela Scarparo che, ironia della sorte, è stata la prima a essere candidata. La Scarparo, infatti, ha lamentato che nel suo caso si sarebbe verificato un «piccolo giallo»: «Sabato mi hanno chiamato per dirmi che avevano perso le schede di presentazione di Fulvio Abbate e di Luca Canali. Mi è sembrata una grandissima mancanza di stile». E a proposito di stile si potrebbe dire che non è proprio bello nemmeno essere presentati dal proprio editore (è il caso del pur bravissimo Gaetano Cappelli), oppure essere presentato da un autore che pubblica per il proprio editore (è il caso Scurati-Eco). Ma del resto nel complicato intreccio tra giurati, editori e scrittori queste sono quisquilie. Anche perché la sfida vera è solo quella per il primo posto. E anche senza candidati forti del binomio Einaudi-Mondadori o di Rizzoli non sembra che i giochi siano particolarmente aperti. Per la vittoria si parla solo di Scurati o Vitali.