Questi non sono solari del tubo ma il giusto schermo per l’estate

È andando in giro per metropolitane che in fondo si capisce in che mondo viviamo. Ognuna ha la sua particolarità, il suo stile, e se è vero ad esempio che quella di Mosca è un’opera d’arte che incute un po’ di soggezione quella di New York un vero caos organizzato, quella di Parigi invece ha - diciamolo - il nasino un po’ in su. Insomma è bellissima ma tira un po gli schiaffi. Poi c’è quella di Milano, che è proprio che la città che la ospita: un viavai un po’ caotico, dove c’è gente che (se la) canta e (se la) suona, ma che tutto sommato è un posto dove si vede scorrere la città e non ci si annoia mai. La summa di tutto questo però è a Londra, dove la mitica Tube è davvero la fotografia di una città: è il luogo in pratica dove il mondo spesso si mischia senza toccarsi, dove anche i medicanti seguonono delle regole, dove la maggioranza si isola mettendo al massimo gli occhi su un libro. È praticamente una filosofia di vita, che tra una «ladies and gentleman» e un annuncio incomprensibile ai non inglesi della City , alla fine ti mette in guardia con un semplice avviso ripetuto fino allo sfinimento: «Mind the gap», ovvero attenti alle differenze e dunque agli ostacoli. E in fondo, alla fine, la grande verità della vita sta tutta qui.