La questione «nomadi» va risolta con realismo

In tema di zingari non sappiamo molto. Queste comunità sono composte sia da cittadini italiani, stanziali e nomadi, sia da cittadini di altri Paesi (oggi sia Ue sia extra Ue), in maggioranza nomadi. Le istituzioni italiane non hanno alcuna volontà di controllare questa gente e, tanto meno, di monitorare il flusso di quelli che arrivano da altri Paesi, i quali risolvono così i loro problemi. Prova ne è che i figli di queste popolazioni evadono l’obbligo scolastico in massa. I Comuni, in assenza di direttive precise, passano dall’ignorare il problema fino a prendere iniziative dispendiose e con scarso esito: basta considerare l’assegnazione di case (!) che poi vengono trovate abbandonate in condizioni penose. Non comprendo perché, come altrove, non si voglia mantenere un controllo accurato ed esigere un rispetto minimo delle leggi per la convivenza, anche dai nomadi. Questo non è razzismo, è realismo (e tutela dei minorenni, che altrimenti sono alla mercé di chiunque). Purtroppo la verità è che questa gente è refrattaria a qualsiasi regola (pur con eccezioni) e da noi trova la sciatteria, il buonismo e la dabbenaggine per mantenersi ai margini della società.