Questione di ruoli e di uomini

Le invasioni barbariche portarono tempi grami: quella che fu per secoli la vulgata, torna a essere un’idea rivoluzionaria nel libro di Bryan Ward-Perkins La caduta di Roma e la fine della civiltà (Laterza, pagg. 294, euro 19,50, trad. Mario Carpitella). L’autore reagisce al recente cliché del «tardoantico» come età rosea. Con prosa godibile indaga il contrarsi del tenore di vita in Occidente dal V secolo in poi: le stoviglie diventano più rozze, i bovini più bassi e magri. Le premesse metodologiche del volume sono illuminate dall’equilibrio. Si salva ciò che di salvabile hanno messo in luce i fan del tardoantico (il fiorire della spiritualità, il permanere di aree d’eccellenza), ma rimane salda l’idea di fondo: la vita materiale ebbe un tracollo. E con essa una civiltà.