La questione sessuale

E bravo Massimo Gramellini, meriti gli applausi nostri e di tutte le parrucchiere del circondario: ci hai preso in pieno, ciò che ci preoccupa maggiormente è proprio l’eventualità che la vita privata di uomini e donne non sia resa pubblica dalla prurigine moralista degli urlacchiatori professionali: una questione che nella hit parade delle emergenze, secondo te, «andrebbe posta tra l’ottantesimo e il novantesimo posto». Hai ragione anche quando dici che le emergenze da te individuate noi tendiamo invece a delegarle: «Se sia lecito rubare e condurre affari sporchi», per esempio, è qualcosa che deleghiamo alla Magistratura, dalla quale ci attenderemmo accertamenti penalmente definiti e non pre-istruttorie colabrodo. Mentre il resto delle emergenze da te elencate, tipo «se sia lecito disprezzare le donne, ridurre il proprio orizzonte a una pratica squallida di vizi mediocri», che diamine, Gramellini: sono cose che deleghiamo, buongiorno dopo giorno, a quelli come te. Sai, in Germania i magistrati rilasciano informazioni col contagocce e mai il nome di indagati, oltremanica le indagini preliminari le conduce la polizia e le fughe di notizie sono un’eccezione, negli Usa i giornalisti possono scrivere tutto ciò che vogliono e cioè niente, perché i magistrati non aprono bocca sino al processo. Segno che certe emergenze, l’orizzonte e i vizi mediocri eccetera, le hanno evidentemente risolte.