Ma questo Diavolo non nasconde i tanti problemi

Se contano le sequenze, la tappa d’avvicinamento, il derby di sabato sera a Milano promette scintille per l’Inter e minaccia di ingigantire le pause e le ansie del Milan. Se contano le sequenze, quella scelta da Mancini e dai suoi per preparare la sfida più attesa della settimana, toglie la parola a ogni obiezione, giustizia ogni pregiudizio. Il Livorno che non è una squadra tenera e neanche arrendevole viene strapazzata, come un uovo, nella padella del centrocampo interista. E se le pause, inevitabili di questi tempi, consentono ad Arrigoni di rimettersi in gioco, beh la risposta, perentoria e crudele, dei nerazzurri non lascia dubbio alcuno. Altre due scudisciate sulla schiena dei toscani e tutti a casa con un largo successo che lucida persino la mira di Ibrahimovic, in eterno conflitto con il tiro in porta. Così, da sempre, si comportano le armate. Specie quando riescono a declinare forza e abilità, convinzione e stato di forma. La Roma balbetta con l’Ascoli, riacciuffa un pareggio inatteso: forse la sua formula, senza ricambi dalla panchina, mostra la corda.
Se contano le sequenze, il Milan si rialza dopo la batosta col Palermo in tempo utile per non presentarsi all’appuntamento in uno stato di soggezione palese. Continua a tradire problemi in attacco che si trasformano in angoscia. Pensate: riesce a vincere (contro l’Ascoli a San Siro e ieri sera a Verona col Chievo) solo grazie alle unghiate di un difensore considerato perso un anno prima e recuperato solo grazie all’infortunio di Serginho, Jankulovski. Oliveira lascia intravvedere qualche incoraggiante miglioramento: ha bisogno di fiducia e anche di giocare, di capire il calcio italiano che non è allegro e scanzonato come quello spagnolo specie quando i suoi perdono palla e devono inseguire, con accanimento, i rivali, gli oppositori.
Se l’Inter non perdona mai, il Milan consuma troppe occasioni con tutte le sue migliori firme in attacco, da Kakà a Gilardino per finire a Borriello arrivato quando ormai è possibile svaligiare tranquillamente l’area di Sicignano e invece macchia la sua presenza con un paio di svarioni, di lisci veri e propri, che possono finire, in esclusiva a «Maidiregol». L’Inter ha tutto dalla sua parte: il primato in classifica condiviso col Palermo che deve subire il solito golletto domestico prima di infilare la marcia superiore e viaggiare sicuro al successo, ha il meglio della rosa a disposizione, solo Adriano è lontano, e può dedicarsi con scelte giudiziose al doppio impegno che l’aspetta: il Milan e subito dopo il viaggio a Mosca, da non fallire. Se potesse scegliere una sfida da sbagliare, nessun dubbio: può lasciare il derby al Milan che arranca a 7 punti, non invece il confronto con lo Spartak che è già decisivo per la qualificazione.
Il derby di Milano non inganna quasi mai, è la prova della verità, la fidanzata di tutte le partite verrebbe da scrivere. L’anno scorso, all’andata, raccontò di Adriano e dei suoi in netto progresso (3 a 2 nel finale travolgente), questa volta può inchiodare il Milan all’attesa delle notizie dell’arbitrato che non sembra promettere sconti specialissimi, se non alla Juventus.