Questo è un governo "Produsconi"

Sogno, da italiano, che superata l’emergenza la politica rinasca più forte e meno isteri­ca, con contrapposizioni più nette ma meno feroci, che adotti un galateo e riconosca sempre il primato degli in­teressi nazionali

N on possiamo far finta di niente e accodarci all’omertoso imba­razzo di tanti. Ma ora è venuta allo sco­perto in Parlamento una maggioran­za di centro-destra-sinistra; l’appog­gio a Monti da implicito si è fatto espli­cito. E Monti si è dichiarato in conti­nuità con il governo Berlusconi, anzi nel solco dei precedenti governi, una specie di sintesi tra Prodi e Berlusco­ni. Il governo Produsconi.

La reazione che provo non è univo­ca ma variegata e tormentata. Non di­scuto la necessità del sostegno al go­verno, non faccio il qualunquista con­tro tutti ma penso al contesto. Ad esempio non so se questa maggioran­za rifletta il Paese. Non so se sia que­sta la finzione e quella di ieri la realtà o viceversa; non so se i partiti fingano più oggi a intendersi che ieri a pic­chiarsi. Non so se la politica sia stata sospesa ora o lo sia da tempo, sostitui­ta per anni dal conflitto ad personam su B., oltre il quale sparivano le diffe­renze. Ho poi il sospetto che le vere di­vergenze non siano tra i partiti, conte­nitori sterili senza contenuti, ma nel Paese e tra i ceti.

E tuttavia sogno, da italiano, che superata l’emergenza, la politica rinasca più forte e meno isteri­ca, con contrapposizioni più nette ma meno feroci, che adotti un galateo e riconosca sempre il primato degli in­teressi nazionali. E si ridisegni lo sce­nario politico, il quadro delle allean­ze, il modo di eleggere i parlamentari e il governo, con un mandato forte, di legislatura. Che la politica riprenda la sovranità, nel nome del popolo; insie­me alla credibilità, agli occhi del me­desimo.