Questo mondo di geishe è troppo freddo e monotono

«Tre cose contano nella vita: sumo, affari e guerra. Se capisci uno, capisci gli altri», dice l'affarista, interpretato da Koji Yakusho, alla geisha, interpretata da Zhang Ziyi. Nell'elenco non c'è il sesso, ma in Memorie di una geisha di Rob Marshall - tratto dal romanzo di Arhur Golden - il sesso aleggia sterilmente, perché questo non è un film eroico-erotico come L'impero dei sensi di Oshima. È un prolisso aneddoto sulla lotta per il potere che la donna conduce amando chi il potere l'ha già: regola vecchia più di Machiavelli, nelle pagine verbose di Golden e nelle immagini laccate di Marshall raggiunge estenuante estensione. Nel film si scontrano - si noti la perfidia di opporle nella finzione, oltre che nella realtà - Zhang Ziyi, attuale compagna di Zhang Yimou, e la ex di quest'ultimo, Gong Li. Fra odi a prima vista più intensi degli amori, tutto scorre freddo, levigato come già in Chicago dello stesso Marshall. Mettere le stelle del cinema cinese, più Michelle Yeoh (cinese, ma malese di passaporto), a impersonare geishe ha un effetto straniante, che si somma allo pseudogiapponismo di Golden, che non è Thomas Raucat, né Richard Sorge, né Fosco Maraini, e guarda i giapponesi da entomologo.
MEMORIE DI UNA GEISHA (Usa 2005) di Rob Marshall, con Zhang Ziyi, Gong Li, Michelle Yeoh. 140 minuti