Questo Pd è tutto un programma

Non dicono più: «Abbiamo una banca». Adesso dicono: «Abbiamo un programma». Lo ripetono così spesso che pare si sia preoccupato persino Pippo Baudo, che, si sa, in fatto di programmi non accetta di essere superato da nessuno. La differenza è che Pippo Baudo va in onda, quelli del centrosinistra, invece, al massimo vanno in barca. Trasmissioni un po’ disturbate. Roba da pecorelle e musichetta dell’intervallo. Il programma riprenderà appena possibile.
Fateci caso: dicono sempre che farà fede il programma. Come si fa a tenere insieme Umberto Veronesi, il medico che definisce l’eutanasia «un atto di carità» e Paola Binetti, la senatrice che definisce l’eutanasia un omicidio? Farà fede il programma. Come si fa a tenere insieme Antonio Di Pietro, che vuole uccidere le Tv Mediaset, e Veltroni che le definisce una azienda importante per il Paese? Farà fede il programma. E come si fanno a tenere insieme i radicali mangiapreti e il chierichetto Castagnetti, gli operai della Thyssen e l’imprenditore Colaninno, il candidato Ichino che vuole abbattere l’articolo 18 e i candidati filosindacalisti che piuttosto si farebbero abbattere i premolari inferiori e superiori? Semplice: farà fede il programma. Come non averci pensato prima?
È la risposta bricolage, il fai da te del sotterfugio, forse solo una scappatoia. Però ormai è diventato il mantra nel pullman di Veltroni: «Farà fede il programma» dice Walter. «Farà fede il programma», ripetono in coro i suoi collaboratori. A sentire loro c’è più fede nel loft che in un monastero benedettino. Ora et labora, e non preoccuparti se tutto attorno è rissa continua. È vero: nel centrosinistra ognuno va per la sua strada e le proposte dei vari candidati imbarcati sull’arca di Walter sono compatibili come la nutella nella fonduta. Ma state tranquilli: farà fede il programma.
Questa frase, però, non l’aveva già detta qualcuno? Mi pare di sì. Oh bella: non era quello che ripeteva sempre Prodi? Ricordate quando gli facevano notare che la sua coalizione non avrebbe mai resistito alla prova del governo? Cosa rispondeva? «Farà fede il programma». Ecco, uguale. L’unica differenza è che il programma di Prodi era 281 pagine, quello di Veltroni solo 30: ma questo non vuol dire nulla. Anzi, negli spazi stretti è ancora più facile che saltino i nervi. Quello che sta succedendo in queste ore nella grande ammucchiata democratica lo dimostra. Walter, sprezzante del pericolo, ci passa in mezzo come nulla fosse. «Saremo diversi da Prodi», assicura. Diversi come? Farà fede il programma, risponde. In effetti: questo Pd è tutto un programma. E l’unica cosa che lo salva è che quel programma non potrà mai andare in onda. Pippo Baudo stia tranquillo: non è un nuovo show. Al massimo, un film già visto.
Mario Giordano