Il questore Barbara De Rossi indaga nella Torino più nera

L’attrice è protagonista con Cristina Moglia di «La stagione dei delitti 2»

da Roma

I tempi cambiano, e la tv pure. Come dimostra l’uso sempre più diffuso della violenza. Che ormai - sotto forme di grande presa emotiva e spettacolare, ovviamente - sta diventando il pane quotidiano anche delle fiction nostrane. Non stupisce quindi sapere che i sei, nuovi episodi di La stagione dei delitti 2 - in onda su Raidue dalla prima serata di domani - saranno «sei nuovi, efferati casi, scaturirti dalla passione, dall'avidità, dalle ossessioni umane. Per altrettante storie di ordinaria follia e di quotidiana disperazione». Insomma: sarà il modello americano, sarà l'indurirsi della sensibilità dei telespettatori, fatto sta che i nuovi racconti, diretti da Donatella Miorca e Daniele Costantini, tratteranno temi e situazioni poco tranquilizzanti. Si andrà così dal serial killer in caccia di coppiette appartate, all'assassino maniacale, con la mente ossessionata dai videogiochi; dagli ambigui e drammatici rapporti che legano i poliziotti corrotti alla criminalità, fino alle «atrocità, alle torture e alle ritorsioni perpetrate nel mondo del racket della prostituzione».
Al centro di tutte queste dure vicende, ancora, una volta la singolare coppia d'investigatrici costituita dal vicequestore Anita Sciortino (Barbara De Rossi) e dall'ispettore capo Eva Renzi (Cristina Moglia), sufficientemente diverse, nel carattere e nei metodi, per garantire la dovuta tensione e gli inevitabili attriti, necessari al dinamismo tipico di questi prodotti. «La Sciortino è infatti una donna realizzata - spiegano gli sceneggiatori della serie -. Solare, generosa, pronta all'azione anche grazie alla solida e paziente famiglia che ha alle spalle. La Renzi, invece, più cupa e problematica, ancora sotto i sensi di colpa che la perseguitano da quando il padre s'è suicidato senza che lei potesse evitarlo, è impulsiva e recalcitrante a tutte le regole. Agli antipodi per età e carattere, tuttavia le due donne si sentono professionalmente molto legate. Tanto che quando per Anita giungerà una sospirata promozione, che però l'allontanerebbe dal suo posto presso la Mobile di Torino, il vice questore preferisce entrare in collisione con la famiglia, piuttosto che lasciare la sua squadra Omicidi senza un leader che ha dimostrato di saper funzionare».
C'è poi un altro elemento, che caratterizza lo stile investigativo della protagonista e, al tempo stesso, ne addolcisce i risvolti più duri. La pietà. «Gli assassini spersonalizzano le vittime - ama ripetere il personaggio della De Rossi -. Mentre noi umanizziamo gli assassini. Per questo abbiamo la speranza di prenderli». Buoni o cattivi che siano, peraltro, su tutti i personaggi di questa serie (compreso il professor Toscano, interpretato da Franco Castellano, e le new entry Massimo Popolizio e Daniele Savoca) aleggia un'aria da «belli e dannati» che contribuisce ad incupirli: «Si tratta di personaggi individualisti, caparbi aggressivi. Che sono soli, e a volte disperati. Ognuno col proprio scheletro nell'armadio. E tutti preda d'un diffuso senso di disagio esistenziale».