Il questore di Piacenza ora marca a uomo Sottil

Il difensore rossoblù per farsi perdonare ha deciso di assistere al match contro il Venezia dalla Gradinata Nord

(...) il timore si è trasformato in mera preoccupazione. Cosa succederà? I rischi che corrono a livello penale i rossoblù che sono stati inseriti nella lista nera non vanno al di là della multa (si possono leggere nel dettaglio nel servizio accanto) ma la squadra giocherà magari con meno serenità ma con le stesse chance di raggiungere la serie A, senza troppe ansie la partita di sabato sera contro il Venezia. La rissa, che ha individuato in Sottil e Masiello i principali protagonisti, quindi avrà strascichi giudiziari e da Piacenza fanno sapere che tra quelli sotto osservazione ci sono anche altri giocatori che non sono stati puniti dal giudice sportivo per i successivi scontri che si sono verificati nel tunnel, al termine della partita, con i colleghi piacentini.
La Lega infatti due giorni fa aveva squalificato oltre a Sottil, anche Scarpi, Sartor, Stellone.
Ma la Polizia, con le immagini filmate a circuito chiuso grazie alle telecamere posizionate all’interno dello stadio «Garilli» avrebbe individuato altri giocatori che sarebbero venuti a contatto con le Forze dell’Ordine con spintoni e insulti.
E’ la prima volta comunque che alcuni calciatori si trovano a rispondere alla giustizia ordinaria e non sportiva; un precedente che non si era mai verificato nella storia del pallone. Questa volta però il questore Piero Innocenti ha voluto vederci chiaro dopo il polverone che si era sollevato intorno alla vicenda, soprattutto dopo il pugno-schiaffo di Sottil a Masiello che aveva fatto il giro d’Italia. Il presidente Enrico Preziosi non ha gradito la cattiva pubblicità ma si adegua: «Non possiamo metterci contro la giustizia e se il questore ha preso questa decisione vuol dire che ci sono gli estremi. Comunque la coda di questo campionato è decisamente troppo avvelenata».
Ma il primo protagonista della vicenda Andrea Sottil sembra incredulo, anche se chiede scusa e prenota un posto in Gradinata Nord per assistere al match che da diritto ad un biglietto per il paradiso: «Chiedo scusa a tutti per il brutto episodio in cui sono stato coinvolto e lo grido forte davanti a tutta l'Italia. E' stato un gesto inadeguato, senza giustificazioni. L'ho spiegato anche a mio figlio e lo farò con i bambini della mia scuola calcio, anche se non accetto la patente di mostro con cui qualcuno frettolosamente mi ha bollato. Mi hanno insegnato che prima di giudicare le persone, bisognerebbe conoscerle». Però da Piacenza rimbalzano accuse pesanti. C’è chi parla come il difensore Abbate (a lato) di un tentativo di «accomodare» la partita e chi invece ha deciso di lasciare tutto in mano alla magistratura perchè «Colpire un pubblico ufficiale è atto grave». Il difensore del Genoa però replica alle accuse: «Sono scoppiato per lo stress accumulato durante questa stagione lunghissima e per le provocazioni che ho subìto dai giocatori del Piacenza. Però chi mi ha colpito con una manata in faccia ha rimediato solo una giornata di squalifica. Piuttosto mi sembrano poco sportive, professionali e non veritiere certe accuse nei nostri confronti».
Appare decisamente indispettito anche il capitano Giovanni Tedesco: «Porto la fascia al braccio e devo difendere la mia squadra. Non mi sarei mai sognato di andare da Abbate a chiedergli di regalarci i tre punti. Non mi sarei mai abbassato a tanto. I giocatori del Piacenza dovrebbero imparare qualcosa».
E ora si guarda avanti, anche se questo non è certo il modo migliore per preparare la partita più importante della storia.