Il questore: sparo ad altezza uomo Ultras, per la procura è terrorismo

Si aggrava l'ipotesi di reato per l'agente della polstrada. Un testimone: "Ha sparato con le braccia tese, non in aria". La procura di Roma contesterà l’aggravante del terrorismo ai tifosi arrestati nei dintorni dell'Olimpico

Roma - Il questore di Arezzo Vincenzo Giacobbe rivela che "in base ai primi esiti delle perizie uno dei due colpi (che ha raggiunto e ucciso il tifoso Gabriele Sandri, ndr) è stato sparato ad altezza uomo, il perché lo stabiliremo". "E' probabile - ha aggiunto il questore - che l’agente abbia mirato alle gomme - ma se è così ha preso un rischio enorme". Intanto si apprende che l'ogiva che all'inizio non si trovava è stata rinvenuta sul cadavere del tifoso. Il poliziotto che ha sparato in mattinata è stato iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di "omicidio colposo", ma "c’è la possibilità che l'accusa possa trasformarsi in omicidio volontario. Anche se il questore Giacobbe dice di rifiutarsi "di credere che un poliziotto, con anni di attività alle spalle, con una carriera così, si sveglia una mattina e si mette a sparare".

Nell'area di servizio trovate biglie, coltelli e sassi Nell’area di servizio di Badia al Pino sono stati trovati ombrelli, due coltelli, biglie e sassi. A confermarlo è stato il questore di Arezzo. A chi gli domandava se fosse certo di una rissa tra tifosi ha risposto: "No, non siamo ancora certi che sia stata una rissa tra tifosi".

Un testimone: "Poliziotto ha sparato con le braccia tese" La testimonianza di un rappresentante di commercio della capitale, che ieri mattina si trovava non lontano dall’agente della Polstrada, è stata raccolta in un commissariato di Roma e trasmessa per competenza alla Procura di Arezzo. Il rappresentante ieri mattina si era fermato a far benzina, rientrando a Roma, proprio nell’area di servizio dove la pattuglia della stradale ha fermato l’auto, di fronte cioè a quella di Badia del Pino dove si trovava la Renault Megane Sandri e i suoi amici. "Ha sparato impugnando la pistola con entrambe le mani e le braccia erano tese. Non mi sembra sparasse in aria, anzi...".

Ultras, la procura procede per terrorismo Intanto si apprende che la procura di Roma contesterà l’aggravante del terrorismo ai tifosi arrestati ieri sera nei dintorni dello stadio Olimpico dopo le violenze scoppiate in seguito alla morte di Sandri. La decisione è stata presa a piazzale Clodio sulla base delle prime risultanze investigative. È la prima volta, secondo quanto risulta a Roma, che la magistratura contesta il terrorismo per fatti di violenze compiute da ultras. Dalle prime indagini emergerebbe che dietro gli atti di vandalismo e di aggressione a strutture delle forze dell’ordine potrebbe esserci una matrice politica. Gli inquirenti vogliono accertare se gli incidenti siano frutto di una strategia riconducibile ad un’organizzazione politica. Nei confronti degli arrestati - alla procura risultano quattro persone - dovrebbero essere ipotizzati i reati di lesioni, devastazione, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale.

Nessun processo per direttissima I quattro tifosi arrestati ieri sera avrebbero dovuto essere giudicati oggi per direttissima, ma l’esigenza di svolgere accertamenti ha determinato il ritiro degli atti già depositati in tribunale e la loro trasmissione all’ufficio del gip per la convalida dei fermi. Quindi, nessun processo per direttissima. La vicenda sarà oggetto di un vertice che si terrà in giornata a piazzale Clodio.

Il prefetto di Roma: "Spero ci siano altri arresti" Gli arresti compiuti finora per gli incidenti di ieri a Roma "sono i primi e spero che in tempi brevissimi anche altri seguiranno". Lo ha detto il prefetto di Roma, Carlo Mosca: "Questi esagitati, questa gente che non ha il senso della democrazia - ha proseguito il prefetto - sappiano che sono individuati e che subiranno le conseguenze di questa loro cattiva visione dello sport e della democrazia".