Il questore sul derby: «Scontri premeditati Una trappola per noi»

Presenti: gruppi rivali pronti a unirsi contro gli agenti. Il prefetto: rinvio o «porte chiuse» se si ripete

(...) «Qualche segnale d'allerta c’era - ammette il questore-. Ma se avessimo usato lacrimogeni e manganelli per dividere i due gruppi di ultrà, questi si sarebbero coalizzati contro di noi». È il «clima» che si respira oggi nelle curve, i fatti di Catania insegnano. Gli scontri hanno rischiato di rovinare la festa. «Fino alle 20 ci siamo chiesti se rinviare la partita - aggiunge il questore Presenti- Sarebbe stata una sconfitta per la città». Il prefetto Giuseppe Romano è categorico: «La prossima volta potrei intervenire anch'io, se ci fossero avvisaglie, con provvedimenti restrittivi come rimandare la gara o giocarla a porte chiuse».
Alle 16.30 di domenica, 200 ultrà di Genoa e Samp («gruppi estremi slegati dai capi delle curve») si sono affrontati con bottiglie, pietre e bastoni. In terra, oltre a una grossa macchia di sangue, è rimasto un coltello. Il bilancio finale è di tre feriti in modo non grave, 12 auto (due dei vigili) e otto scooter danneggiati. Dopo la partita, un tifoso doriano di 24 anni è stato fermato: c’è il sospetto che abbia ferito con una cinghiata un tifoso rossoblù. Anche dal ministero dell’Interno, ieri, è arrivato l'apprezzamento per come le forze dell’ordine genovesi hanno gestito il pre e dopo-gara. «Il derby è una partita a sè anche per l’ordine pubblico - spiega Sebastiano Salvo, capo dell’ufficio di gabinetto del questore-. Far giocare di pomeriggio le gare “a rischio” ci aiuta, ma non si può dire lo stesso per Samp-Genoa. I tifosi si sono affrontati lontano dalle telecamere che sorvegliano lo stadio e un’ora prima che scattasse il servizio di controllo agli ingressi». Uno scontro premeditato, spiega il questore: «Si temeva dopo la gara, lo zero a zero ci ha aiutato».
Gli ultrà genaoni, partiti dal club di piazza Alimonda, hanno raggiunto con un percorso diverso dal solito corso De Stefanis. I sampdoriani, fermi agli ingressi della gradinata sud, si sono spostati in via Monticelli, dove è scoppiata la guerriglia. «Lì c’erano una ventina di agenti della Digos - riprende Salvo- e hanno riconosciuto diverse “facce note”. Ci basta questo per far scattare, al termine di un’istruttoria, il divieto di frequentare lo stadio per i tifosi violenti anche per un anno. Tra un mese sapremo a chi toccherà. Più difficile è portare i teppisti davanti al giudice con prove (filmati, testimonianze) che determino misure più severe. Non basta la nostra parola».
C’è di che preoccuparsi per il derby di ritorno? «Vedremo se lo scontro di domenica ha risolto la “partita” tra i gruppi rivali - conclude Presenti-. Ma non siamo tornati ai vecchi tempi». Il prefetto parla invece dello stadio: «È in una posizione infelice da un punto di vista urbanistico, non può essere una sofferenza costante per gli abitanti del quartiere».

Emanuele Gerboni