La questura chiede ai gestori cellulari a prova di attentato

Dovranno funzionare anche in metrò, ma soprattutto con le linee intasate. Controlli nelle case di immigrati già coinvolti in vecchie indagini

Roberto Bonizzi

Un vertice tecnico per il coordinamento tra le forze dell’ordine in caso di attentato a Milano. Un’operazione all’alba a caccia di persone sospette in città e nell’hinterland. Si muove su due binari paralleli l’azione contro il terrorismo. Prevenire un possibile attentato e, sull’altro fronte, organizzare uomini, mezzi e strutture per gestire una situazione di attacco.
In Prefettura si è riunita la commissione tecnica del comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico. Un primo incontro per gettare le basi di un protocollo d’intesa tra istituzioni, forze dell’ordine, soggetti pubblici e privati coinvolti dall’emergenza terrorismo. Già dalla prossima riunione si dovrebbe arrivare alla stesura del documento che conterrà le linee guida per la gestione dei soccorsi e degli interventi durante un’emergenza a Milano.
Individuati i punti critici della città. L’attenzione dei tecnici si è concentrata sulla metropolitana, e quindi sarà coinvolta anche l’Atm, e sulla rete ferroviaria che entra ed esce dalla città, Trenitalia e Ferrovie Nord.
Il quadro è preciso, i lavori sono giunti a un punto avanzato. Solo due i nodi ancora da sciogliere. Le comunicazioni e la portata dell’operazione di soccorso a seconda delle dimensioni dell’attacco. Per risolvere la questione dei collegamenti ieri pomeriggio la Questura ha incontrato i gestori delle compagnie di telefonia mobile. Sarà importante strappare la garanzia della copertura della rete anche nel sottosuolo ed evitare effetti di intasamento delle linee. «Dopo lo schianto dell’aereo contro il Pirellone, per due ore le comunicazioni tra e con i cellulari sono state interrotte. Bisogna evitare che un inconveniente simile si ripeta» spiegano i tecnici.
In caso di più attacchi simultanei, come insegnano le tragedie di Madrid e Londra, serviranno squadre di soccorso pronte a intervenire in più punti della città. Per questa eventualità, considerando anche che gli attentati si sono svolti sempre nelle prime ore della giornata, si farà affidamento sulle volanti e sui comandi di zona della polizia locale. Per il coordinamento sul campo, poi, si è scelto di utilizzare come «posto di comando» la sala operativa della Prefettura. Ma tutte le altre sale operative, delle forze dell’ordine, dei vigili del fuoco e della Protezione civile, verranno messe in rete per garantire informazioni tempestive.
All’alba, a Milano e provincia, come nel resto d’Italia, è scattata un’operazione antiterrorismo. Il blitz ha interessato più di 10 persone. Digos e carabinieri hanno detto di non aver trovato armi nelle abitazioni perquisite, ma di aver acquisito «materiale interessante» nelle case di immigrati regolari, già coinvolti in passato in indagini di terrorismo. Gli uomini dell’Arma hanno controllato, tra Milano e Sesto San Giovanni, le abitazioni di cinque maghrebini: un egiziano, un algerino e tre tunisini. Ma l’algerino e un tunisino sono risultati irreperibili.