La Questura: «Genoa e tifosi non hanno responsabilità»

Dinamica accidentale, grande collaborazione da parte del Genoa e del suo patron Enrico Preziosi, caso isolato rispetto alla tifoseria rossoblù. Sono questi gli elementi portanti della relazione che la Questura di Genova sta preparando per l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive circa l’incidente di domenica sera. Fonti della Questura riferiscono che «non sono emerse responsabilità né da parte della tifoseria né tantomeno della società Genoa». Sui fatti è in preparazione una dettagliata relazione che si basa sulla documentazione anche filmata degli incidenti. Secondo quanto trapelato, non ci sarebbero dubbi sulla natura accidentale dell’investimento di Gabriele Amato. Ciò sarebbe confermato anche dai filmati delle telecamere di sicurezza dello stadio. Nelle immagini, infatti, si vedrebbe un uomo, presumibilmente proprio Gabriele, correre da solo dietro il pullman della Fiorentina in marcia all’esterno dello stadio, raggiungere lo spigolo posteriore opposto al lato guida, rimanere illuminato per qualche istante dal fanalino di coda e poi sparire. In quel momento, con ogni probabilità, il tifoso sarebbe scivolato sotto il bus, rimanendo schiacciato. La dinamica metterebbe in luce anche il fatto che l’incidente sarebbe non direttamente collegato alle manifestazioni di protesta di un gruppo di tifosi genoani nei confronti del pullman della Fiorentina. Si tratterebbe, dunque, di un fatto isolato. L’ultimo elemento della relazione riguarderebbe la grande collaborazione fornita alle forze dell’ordine da parte del Genoa per stemperare la tensione fra i tifosi. Al termine della gara, infatti, un folto gruppo di sostenitori rossoblù si è radunato all’uscita degli spogliatoi. Enrico Preziosi e l’amministratore delegato Alessandro Zarbano sono usciti dallo stadio ed hanno tentato di calmare gli animi, parlando a lungo con i manifestanti. La maggioranza della tifoseria organizzata ha accolto l’invito e si è allontanata. Fuori dal Ferraris è rimasto meno di un centinaio di persone, «i meno caldi» spiegano in questura, ed alcuni «cani sciolti». E proprio in questo ambito sarebbe avvenuto l’incidente a Gabriele Amato.
Una versione dei fatti che, in tema di sanzioni disciplinari, lascia presagire non ci saranno conseguenze per il Genoa, anche se l’ultima parola toccherà all’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive del Viminale, tramite il suo presidente Domenico Mazzilli, una volta presa visione della relazione della Questura. Il direttore sportivo rossoblù Fabrizio Preziosi ha ribadito che «non dovrebbero esserci sanzioni disciplinari per la società». Di tragica fatalità ha parlato anche il presidente della Figc Giancarlo Abete. «Le dinamiche vanno approfondite. È avvenuto un fatto grave - ha spiegato Abete -. È stato un incidente, provocato da uno stato di grande tensione. Gli episodi della partita, emozionante, possono lasciare tensioni: ma non si deve arrivare a simili incidenti».