Questura: ladro muore in cella È già il terzo caso in un anno

Doveva essere accompagnato al processo per direttissima, ma al momento di uscire dalla camera di sicurezza della questura, intorno alle 8 di ieri mattina, Georgi Bacrationi non respirava più: era morto. Si tratta del terzo caso in poco più di un anno: a luglio era stato trovato senza vita uno spacciatore marocchino, in settembre un italiano.
Il georgiano, 25 anni il prossimo 23 ottobre, era stato arrestato giovedì insieme a due connazionali, Aslan Magamadov, 22 anni, e David Udzilauri, 24. Tutti e tre hanno passato la notte in celle singole in attesa dell’udienza di convalida dell'arresto che avrebbe dovuto esserci ieri mattina. Le cause non sono ancora note. Sarà l'autopsia a stabilirle.
«Per il momento, per noi, si tratta di morte naturale: le camere di sicurezza sono, appunto, singole e il morto non ha alcun segno di violenza sul corpo» ha dichiarato ieri il capo della squadra mobile Francesco Messina, responsabile delle indagini sul caso visto che l’arresto del georgiano è stato fatto dagli agenti dell’Unità operativa criminalità diffusa (Uocd) che dipende appunto dalla Mobile.
«La morte di Georgi Bacrationi è stata constatata dal medico legale Claudia Locatelli alle 10.15». È quanto si legge, invece, nel fax inviato al giudice delle direttissime davanti al quale era prevista per ieri l’udienza di convalida del suo arresto per tentato furto. Proprio in quel momento l’udienza cominciava invece per i suoi presunti complici. All'avvio dell'udienza il giudice ha dichiarato: «Il tribunale acquisisce il certificato medico a firma della dottoressa Locatelli in relazione al rinvenimento del cadavere di Bacrationi Georgi presso la questura di Milano in via Fatebenefratelli numero 11». Il pubblico ministero ha dunque ritirato la richiesta di convalida in relazione a Bacrationi. E il giudice ha messo a verbale che «il tribunale dispone lo stralcio della posizione di Bacrationi e dispone la restituzione degli atti al pubblico ministero».
L'arresto di giovedì è stato eseguito dai poliziotti intorno alle 15.50 alla libreria «Feltrinelli» di corso Buenos Aires 33. Gli agenti stavano osservando i tre stranieri da quando li avevano notati entrare nel negozio con fare furtivo.
In base a quanto ricostruito, il più alto, Aslan Magamadov, 22 anni, si è messo davanti alle vetrine. Bacrationi, invece, si è avvicinato a un espositore e ha afferrato una scatola, fingendo di osservarla, mentre David Udzilauri, 24 anni, ha raggiunto una vetrinetta chiusa da una serratura, contenente alcuni lettori mp3. Quando i commessi si sono distratti, Bacrationi avrebbe fatto cadere la scatola che aveva in mano per coprire il rumore provocato da Udzilauri per forzare la serratura. Magamadov avrebbe quindi afferrato due lettori mp3 per un valore complessivo di 84,9 euro. A quel punto gli agenti sono intervenuti e li hanno arrestati.
Come detto, nel giro di poco più di un anno quello di ieri è il terzo uomo rinvenuto cadavere nelle celle di sicurezza. Il 10 luglio 2007 era toccato a Mohammed Darid, 32 anni, marocchino, arrestato la sera prima dagli agenti della Polfer in stazione Centrale per spaccio di stupefacenti e trovato senza vita dentro la cella di sicurezza alle 9 del mattino. Il 4 settembre è stata la volta di Antonio D’Apote, 49 anni. Viene ritrovato già cianotico dagli agenti che erano andati a controllare perché non avevano sentito risposta all’appello e spira prima dell’arrivo dei soccorsi.