La questura preferisce i no global ai poliziotti

I no global possono manifestare.I poliziotti no. Almeno in piazza Alimonda. Almeno domani, il 20 luglio 2008, a sette anni da quel tragico giorno del G8. I loro diritti possono essere calpestati, perché valgono meno dei no global. Volevano scendere in piazza in maniera pacifica. Vera, ovviamente. Mica a spaccare vetrine e a incendiare automobili di innocenti genovesi. Con i loro striscioni, anche in solidarietà dei quindici colleghi condannati dalla magistratura nei giorni scorsi. Per ricordare lavoro di sacrificio, svolto con umiltà e rispetto a difesa della cittadinanza e delle istituzioni. Per non dimenticare quelle centinaia di agenti feriti, aggrediti dai no global del G8. Alcuni persero la vista. Altri rimasero con le ossa rotte.
Avevano chiesto di poter manifestare addirittura con lettera ufficiale a questore, prefetto e sindaco il 19 luglio 2007. Un anno fa. Dopo che proprio l'anno scorso gli era arrivato il primo niet. Pensavano così di avere la priorità rispetto alla manifestazione organizzata da parenti e amici di Carlo Giuliani. Un corteo che partirà domani nel primo pomeriggio da piazza Matteotti e si snoderà lungo il centro fino a piazza Alimonda dove, alle 17, orario in cui morì il giovane no global, la madre e il padre ripeteranno i discorsi in memoria del figlio. E così anche stavolta il Coisp, sindacato di polizia, non potrà scendere in piazza Alimonda. Il segretario nazionale Franco Maccari quasi se lo aspettava. Tanto che aveva inviato una seconda lettera in via Diaz per ricordare l'evento previsto. E la «prenotazione» della piazza. Tuttavia la conferma del divieto è arrivata ieri pomeriggio. Il questore Salvatore Presenti non ritiene opportuno che si svolgano due manifestazioni nello stesso posto, lo stesso giorno. (...)
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