«Qui andremo avanti con le soste a pagamento»

L’assessore Croci: «Le aree regolamentate verranno estese anche in periferia»

da Milano

Speranze ridotte al lumicino per gli automobilisti indisciplinati. «Milano non corre il rischio di vedersi annullate le multe già comminate».
Non ha nessun dubbio Edoardo Croci, assessore comunale a Trasporti e Ambiente dopo la sentenza della Cassazione sui parcheggi che sancisce la nullità delle sanzioni per i veicoli parcheggiati sulle strisce blu in assenza di parcheggi liberi nelle vicinanze.
«Il codice della strada - spiega Croci - all’articolo 8 e seguenti dice infatti che possono non essere lasciate aree a parcheggio gratuito in presenza di Zpru, ovvero zone di particolare rilevanza urbanistica. A Milano la sosta è regolamentata proprio in zone catalogate come tali». Oltre al danno la beffa. Quanto stabilito dalla Cassazione, infatti, secondo Croci non impedirà all’amministrazione di estendere le aree di sosta a pagamento anche in altre zone della città.
Da ricordare che oggi a Milano per posteggiare in zone centrali e semicentrali si paga 1,50 euro, mentre in zone più periferiche la tariffa è fissata a 1,20. Ora Palazzo Marino ha in programma di estendere le zone con strisce gialle per i residenti (gratuite) e strisce blu (a tariffa) al 70 per cento delle strade di Milano dall’attuale 40 per cento rappresentato, per la maggior parte, dalla cerchia dei Bastioni.
Si partirà quindi dai quartieri periferici attraversati dalle linee della metropolitana nei quali il problema della sosta irregolare è più sentito.
«Procederemo - spiega - come abbiamo sempre fatto: individueremo le Zpru e lì applicheremo la sosta regolamentata. La normativa lo consente, basta infatti che le zone siano considerate aree particolarmente congestionate dal traffico. Nel nostro piano di estensione della sosta regolamentata ci sono proprio le zone più trafficate, quelle di accesso alla città. Oltretutto ricordo che l’emergenza milanese è stata fotografata anche da una precisa dichiarazione governativa, grazie alla quale al sindaco di allora, Gabriele Albertini, furono conferiti poteri straordinari in materia di mobilità».