«Qui, come a Barcellona, la gente ama vivere gli spazi esterni»

Presentato il progetto di ampliamento: nuovi spazi espositivi per l’arte contemporanea

«La soddisfazione più grande della mia carriera»: definisce così Josep Lliunas Carmona la vittoria al concorso internazionale di progettazione, per il nuovo museo Diocesano. Un onore per Milano se a dirlo è una personalità non certo a digiuno di premi (premio Ciudad de Barcelona 1995, 1998, 2001, 2003, il premio Fad de Arquitectura 1996-2006, premio Nacional de Cultura Arquitectura y Espacio Publico, Catalunya 2006). Non a caso l’architetto catalano vanta nel suo portfolio la realizzazione di più di un museo nella sua città, Barcellona, tra cui il Museo Frederic Mares e l’ampliamento del museo archeologico di Catalogna.
Qual è l’obiettivo del suo progetto?

«Portare civiltà nella strada, comunicare, cioè con corso di Porta Ticinese, per mostrare, attraverso il percorso anche visivo creato dalla tenda, quanto avviene all’interno del museo stesso».
Quali sono state le difficoltà che ha incontrato?
«Da un lato mettere in relazione il corso con il parco, che si trova defilato, in posizione arretrata rispetto alla strada, dall’altro riuscire a integrare la parte migliore della struttura esistente con la parte nuova. Le sale per le esposizioni temporanee, infatti non si dovevano sovrapporre con quelle del museo».
Che impressione le ha fatto Milano?
«Mi è sembrata familiare, ho provato la sensazione di essere a Barcellona».
Barcellona?
«Sì mi sembra che il rapporto tra interno ed esterno, sia molto simile. Mi spiego: sembra che le persone qui vivano molto gli spazi esterni, la strada, esattamente come succede a Barcellona».