"Qui c'è l'anima dell'Expo..."

Massimo Minelli, consigliere di Fondazione Triulza: "Il Padiglione della Società Civile è come un fiore sfogliare". Tanti progetti per uno sviluppo diverso

"A CascinaTriulza c'è tutto l'arcipelago del Terzo Settore, un mare magnum pieno di tanta ricchezza e cose belle. É come un fiore che il pubblico può sfogliare...". Massimo Minelli, consigliere di Fondazione Triulza, usa un'immagine figurata per parlare del Padiglione della Socità Civile di Expo Milano 2015, e si appassiona.

"É una sfida importante. Il nuovo modello di sviluppo che vogliamo lasciare come eredità dell'Esposizione - aggiunge - si basa sulla collaborazione fra Società Civile, mondo delle imprese e istituzioni. Abbiamo i territori come modello virtuoso grazie anche al sistema cooperativo e alle aziende profit ad alto tasso di responsabilità sociale e li vogliamo valorizzare. E poi c'è tanta gente che ha voglia di fare. Triulza è un pezzo bello di questa Italia come dimostra la partecipazione, la marea di iniziative sui temi più disparati: dal clima alla biodiversità multiculturalità, uso dell'acqua, uso del cibo, lavoro, welfare, impresa sociale. Gente che chiama altra gente a confrontarsi".

"Expo è centrale per rilanciare nel Paese alcuni messaggi forti: la sobrietà, il senso del lavoro, la bellezza dell'Italia, dar voce a chi non ha voce e quindi anche ai poveri con l'impegno della Carta contro la povertà - prosegue Minelli -. I soci di fondazione Triulza si sono impegnati per questi obbiettivi comuni, è un grande valore aggiunto".

"Siamo l'anima di Expo e il dato storico che per la prima volta la Società Civile vi partecipa rimarrà scolpito nella pietra di Cascina Triulza perché prima i nostri mondi erano fuori e spesso in contrasto con le Expo. Stavolta gran parte del Terzo Settore ha deciso che bisognava stare dentro, il tema del cibo era ideale per i nostri obiettivi. E il nostro impegno non passa inosservato, come è avvenuto all'Expo delle Idee dove il ministro Martina e il premier Renzi ci hanno citato come esempio virtuoso".

"Alla base del nostro lavoro c'è la scelta di creare il contenitore con i temi di fondo e chiedere a tutti i fondatori partecipanti di declinarlo con creatività: così sono nati approcci diversi al cibo. C'è il chilometro zero, il biologico, la gestione dei piccoli orti urbani dal seme alla piantina, il cibo come riciclo contro lo spreco, la lotta alla fame, il cibo come cultura, luogo di mensa, di convivialità".

"E il tema del cibo come lavoro, con le coop agricole che generano tantissimi posti e sarebbe importante averne di più. La rete agroalimentare di Confcooperative mette insieme coop sociali ma anche grandi coop agricole sponsor ufficiali, gruppi cooperativi ma industriali come Grana Padano. E pensando al lascito, a Cascina Triulza dopo Expo - conclude Massimo Minelli -, se il sito avesse una destinazione di studio potrebbero essere coinvolte in un polo universitario agro-alimentare. Con una visione concreta: perchè l'Expo è per oggi ma anche per domani...".