«Qui il giro di vite non c’è mai stato»

Correva l’anno 2005 e il sindaco di Bologna, Cofferati, nel corso della sua lotta per la legalità in città, cercò di regolamentare anche il fenomeno dei lavavetri ai semafori della città. Ma subito insorse la sinistra, dandogli del «solerte sceriffo». Un’accusa ingiusta, considerato l’atteggiamento spesso arrogante e violento usato spesso dai lavavetri nei riguardi degli automobilisi indisponibili a sottostare alle pressanti richieste dei vu’ lavà. In realtà Cofferati aveva solo sollecitato i vigili urbani a un controllo più capillare dei semafori, senza emanare sul tema dei lavavetri nessuna ordinanza specifica. Ma tanto bastò per bollare Cofferati come «leghista di sinistra». Ora, a due anni, da quella polemica i lavavetri continuano a presidiare gli incroci della città continuando a svolgere il proprio «lavoro» sotto gli occhi dei vigili urbani.