«Qui i cristiani non si sentono più al sicuro»

Non è il momento per avere paura, ma nemmeno per stare tranquilli. La pensa così Monsignor Luigi Padovese, vicario apostolico dell’Anatolia, che in pochi mesi ha assistito all’omicidio di don Andrea Santoro e all’aggressione di altri due preti cattolici.
Monsignor Padovese, ancora un religioso aggredito. Come vi sentite davanti a questi eventi?

«Siamo senza parole e preoccupati per la spirale di odio e violenza che si sta venendo a creare».
Va bene la preoccupazione, ma ci sarà anche del timore, immagino

«Cerchiamo di fare la nostra vita come sempre. Ma da quando è morto don Santoro le cose qui sono cambiate. Non ci sentiamo più tranquilli».
Mi sta dicendo che cominciate ad avere paura?

«Paura no, assolutamente. Diciamo che però siamo molto più guardinghi rispetto a una volta. Io prima se volevo uscire da solo a fare una passeggiata lo facevo senza problemi. Adesso no».
Che cosa sta succedendo alla Turchia?

«La realtà turca è molto complessa. Dipende dalle zone del Paese. A me non è mai successo nulla e lo stesso don Brunissen ha ottimi rapporti con le autorità locali, che lo sono subito andato a trovare in ospedale. Ma ci sono anche delle spinte violente».
Tre aggressioni in 5 mesi. L’assassino si trova attualmente sotto processo. Che idea si è fatto di questi episodi?

«Sarò sincero, ormai risulta veramente strano che si sia trattato sempre di gesti isolati. Ora vedremo le conclusioni a cui giungerà il tribunale di Trebisonda, anche se mi sembra che l’attenzione al processo contro il killer di don Santoro sia bassa».
Ha paura che qualcuno possa insabbiarlo?

«No. Ma credo che una maggiore attenzione da parte dei media potrebbe influire favorevolmente sul processo.