«Ma qui non siamo a Scampia sono rimasti solo i pesci piccoli»

Per Biondillo questa rivolta è poco più che folclore: «Il vecchio quartiere non esiste più e le strategie criminali si decidono altrove»

Insulti, qualche fischio, smorfie di perplessità, l’irritazione che si percepisce a pelle. È stato in questo clima che i poliziotti del commissariato di Quarto Oggiaro nei giorni scorsi hanno arrestato Domenico Di Giovine, detto «Mimmo lo zoppo» (è claudicante in seguito a una poliomielite, ndr), nato a Reggio Calabria 55 anni fa, pregiudicato, ’ndranghetista e piccolo boss di quartiere nello spaccio degli stupefacenti tra i quartiere di Vialba e Quarto Oggiaro.
«L’avevamo previsto - spiega il commissario capo Angelo De Simone, che ha coordinato l’operazione in uno stabile all’angolo tra via Campo dei Fiori e piazza Prealpi -. Sono in molti nel quartiere a essere collusi con le attività che girano intorno allo spaccio di droga. Durante gli arresti e le perquisizioni eravamo circondati da un centinaio di persone che vivono lì, in zona. Ci scrutavano, sibilavano insulti, erano molto contrariati».
Gli ambienti dell’appartamento di Mimmo lo zoppo erano praticamente «puliti»: niente denaro e appena 100 grammi di cocaina nascosti in una cassaforte a scomparti ricavata dietro il frontalino di una presa a muro. Tuttavia i cani delle unità cinofile sono quasi impazziti tanto l’ambiente era saturo di droga. Accanto alle stanze dell’abitazione, un altro piccolo appartamento, all’apparenza una sorta di magazzino con del materiale accatastato, in realtà una sorta di «punto d’appoggio» per coloro che, dopo l’acquisto, volevano iniettarsi o sniffare subito la droga, come dimostrano gli alambicchi ritrovati sul posto.
Il denaro è stato rinvenuto invece nelle abitazioni degli altri due arrestati, il turco Hayri Karatut, 19 anni, incensurato, figlio di una famiglia di gestori di un kebab in piazza Prealpi e il pregiudicato Sebastiano Tamburiello, 33 anni. Karatut, che portava la droga a domicilio servendosi del suo scooter (senza targa), conservava a casa 10mila euro e altri 1.500 li teneva nascosti nel motorino insieme a 15 grammi di cocaina. Anche Tamburiello aveva 480 euro e 20 grammi di cocaina nel suo appartamento.
Quarto Oggiaro conferma quindi il suo ruolo di fulcro cittadino dello spaccio e del traffico di droga: appena 9 giorni fa, infatti, i carabinieri del Ros, durante un’operazione che ha portato al sequestro di 50 chili di cocaina e di oltre 600 chili di hashish, hanno arrestato il boss Luigi Jerinò, ’ndranghetista e pregiudicato del quartiere a nord della città, che gestiva l’organizzazione che riforniva di cocaina colombiana la zona.