Qui Radio Montagna: tutto l’alpinismo in Fm

Nel 1954 iniziò Piero Angela dal Monte Rosa, oggi le guide fanno anche i dj

Andrea Gris

Primavera dell'anno 1954. Da viale Mazzini Piero Angela viene inviato per la radio nazionale sul Monte Rosa. Con un registratore Nagram a bobine intervista Achille Compagnoni che, con Lino Lacedelli e gli altri alpinisti scelti da Ardito Desio, si sta acclimatando prima di partire per il Pakistan, verso quel K2 ancora inviolato dall'uomo che gli italiani avrebbero calcato per primi il 31 luglio di quello stesso anno. La febbre per la spedizione italiana cresce da Bolzano a Palermo in maniera impressionante e la conquista della vetta diviene, oltre che motivo d'orgoglio nazionale, anche un traguardo per l'intero sistema radiofonico che, proprio con l'alpinismo, rientra nelle case di tutti finalmente con qualcosa di buono dai tempi della guerra. Una radio che sfidava con l'immediatezza del mezzo, anche se allora le notizie arrivavano con qualche giorno di ritardo, la televisione che muoveva i suoi primi passi.
Nel 1956, l'anno delle Olimpiadi cortinesi, le note di una musica che allora non si chiamava chill-out annunciano un programma dedicato alla montagna. Titolo: «La montagna e lo sport». Una voce racconta con enfasi e con la tipica resa nasale dei mezzi radiofonici di allora: «Cortina, se è diventata quello che è lo deve soprattutto ai suoi abitanti. Gente seria e dura come Lino Lacedelli che sa quello che vuole raggiungere. \ Di fronte ai turisti i cortinesi sono cortesi, senza ombra di servilismo. Restano montanari felici di dividere con chi ha capacità di gustarli i doni che la natura ha elargito a questa zona. I cortinesi chiedono un compromesso di innocente mondanità al loro carattere un po' aspro o misantropo in definitiva di sognatori e forse, continuando a sognare il loro paese sempre più bello, sempre più grande, hanno finito per trovarselo oggi nella realtà ancora più bello che nel sogno». Era Nando Martellini, quando ancora Claudio Cecchetto non aveva deciso il suo destino e la radio parlava alla gente con uno stile aulico e affascinante. L'indimenticato cronista sportivo si trovava a Cortina per seguire i Giochi e ne approfittò per confezionare una trasmissione che parlava del mondo della montagna, dei suoi popoli, dei territori, dell'alpinismo, oltre che dello sport e delle località turistiche ai tempi poco conosciute. Argomenti e luoghi difficili da raccontare altrimenti, se non con le onde radio, considerata la lontananza. Trasmissioni che oggi alla radio nazionale e sui network faticano a trovare spazio o sono relegate ad orari impossibili. Alcuni tentativi di riportare la montagna e le sue avventure alla radio, ultimamente, sono stati fatti su Radio Capital con l'avventura della discesa in snowboard dagli 8201 metri del Cho Oyo o con lo sceneggiato radiofonico di Massimo Guglielmi «K2, l'assalto finale», un adattamento ad hoc del film prodotto dall'istituto Luce per documentare l'impresa italiana del 1954, andato in onda su Radio Rai proprio l'anno scorso, a cinquant'anni dalla vicenda, quando Mario Lacedelli e Michele Compagnoni, nipoti dei primi due salitori, Lino e Achille, imitavano le gesta dei «loro» grandi vecchi.
Allo stato attuale però, sarà per la buona seminagione di Nando Martellini, sarà per la collocazione geografica, la radio che più e con maggiore regolarità si occupa di montagna è senza dubbio Radio Cortina. Proprio in occasione del cinquantesimo del K2, corroborata da trent'anni di esperienza, Radio Cortina ha dimostrato la sua dimestichezza con i temi del mondo verticale e dei suoi stravaganti frequentatori. Così la trasmissione FMK2 ha fatto schizzare verso l'alto tutti gli indici di ascolto. Dai suoi studi panoramici con vista dolomitica sulle Cinque Torri e sulle mitiche Tofane, racconta e fa parlare le montagne più conosciute del mondo. Nel 1998 poi, tra le prime radio in Italia, ha adottato la tecnologia streaming, consentendo l'ascolto via internet per arrivare là dove le sue frequenze non giungono (www.radiocortina.it). Ogni pomeriggio di quest'inverno Radio Cortina proporrà una trasmissione con spazi ben definiti dedicati all'alta quota. “Radio Moon boot... il doposci radiofonico”, per esempio, ma anche “Radio Trekking”, dove le Guide Alpine si trasformano in dj. L'arrampicata sportiva viene seguita con il contributo di campioni locali quali Luca Zardini o promesse quali Alessandro Fiori. Così da due anni l'importante meeting mondiale di Arco ha una copertura radiofonica adeguata. Naturalmente non mancano l'attenzione alla fauna e alla natura in genere, al Soccorso Alpino, i contatti con il Centro valanghe di Arabba e con tutte le realtà che, per un verso o per l'altro, si occupano di montagna. Insomma, una radio «glocal» (locale e globale), con i piedi fra la sua gente e lo sguardo lungo.