Qui Roma Stagione fallimentare: e ora si fa la lista delle cessioni

La tristezza regna sovrana nell’animo del popolo giallorosso. La sconfitta nel derby non solo ha avuto il potere di rivitalizzare i laziali (ora a cinque punti), ma ha anche confermato l’estromissione della Roma dalla prossima Champions League.
Non perdono colpi il Genoa (ora a più 8 in graduatoria), la Fiorentina e, soprattutto, adesso c’è perfino il timore di essere risucchiati nel centro-classifica, col Palermo capace di accorciare in classifica nonostante la trasferta in casa dell’Inter e il Cagliari - seppur sconfitto a Firenze - che appaiono più in forma della squadra allenata da Spalletti. Che vive l’indomani del ko col dito puntato addosso non tanto per le scelte tattiche tirate fuori dal cilindro sabato quanto per la querelle con il ds laziale Igli Tare. Sulla questione quarto posto ha parlato Emiliano Mondonico («La Roma è fuori, nel derby sono venuti fuori definitivamente i limiti dei giallorossi, che per di più davanti hanno una squadra come il Genoa, che ha una continuità di gioco impressionante, e una Fiorentina che nonostante prove non esaltanti continua a fare punti»), e le sue dichiarazioni sono apparse in sintonia con quelle del tecnico genoano Gasperini («Sì, adesso crediamo nella qualificazione Champions»), mentre più soft sulla qualificazione della sua squadra è apparso l’esterno del centrocampo genoano Juric: «La Roma si è allontanata un po’ ma non si sa mai».
Pochi i commenti provenienti da Trigoria. «Penso che la partita contro la Fiorentina sarà estremamente importante», ha risposto il norvegese Riise a specifica domanda posta da un cronista suo connazionale. Poi ha aggiunto: «Il Genoa ha avuto una stagione fantastica», quasi a sottolineare che i giochi sono fatti. Per entrare - seppur dalla porta di servizio - dell’aristocrazia europea, i giallorossi dovrebbero vincere sette partite su sette, sperando nel contempo in almeno tre passi falsi del Genoa e in un paio della Fiorentina, scontro diretto incluso. Certo, il prossimo turno contro un Lecce apparentemente allo sbando è facile, almeno sulla carta.
Ma al cospetto dei salentini Spalletti dovrà ridisegnare la difesa, visto che mancheranno Panucci e Mexes; e servirà offrire stimoli importanti a una squadra che, stavolta come mai era accaduto da quando l’allenatore toscano siede sulla panchina romanista, appare svogliata e incapace di reagire. L’augurio è che il 4-2 patito sabato possa rappresentare una sveglia per la Roma, che annota una squadra nervosa (11 espulsioni nell’arco della stagione) e giocatori che presumibilmente hanno fatto il loro tempo nella capitale. Radio mercato ipotizza le partenze di Doni, per il quale c’è un interessamento del Manchester City, e dei francesi Mexes e Menez. Su Aquilani, considerato fisicamente troppo fragile, la tifoseria è spaccata fra quelli che vedono in lui il prosieguo della favola dei romani nella Roma e chi lo vorrebbe cedere, «tanto non gioca mai».